come aprire un negozio di fiori
Aprire un attività

Come aprire un negozio di fiori: guida completa, iter, costi e guadagni

Vuoi aprire un negozio di fiori?

Dimentica l’immagine della vecchia signora che vende mazzolini di fiori a buon mercato!

Aprire un negozio di fiori di successo oggi vuol dire avere grande passione, una buona strategia imprenditoriale e tanta creatività.

Perché se è vero che la crisi economica ha costretto molti a rinunciare a ciò che non è strettamente indispensabile, è altrettanto vero che il settore del lusso gode di ottima salute.

Chi può spendere non rinuncia a regalare un mazzo di fiori per gli anniversari, a decorare le chiese in occasione di matrimoni o funerali, ad abbellire con fiori freschi e piante ornamentali i luoghi in cui si svolgono cerimonie o meeting aziendali.

Se quindi l’attività di fioraio/a è la tua passione, aprire un’attività di vendita di fiori può essere certamente una buona idea di business.

La creatività sarà la ciliegina sulla torta, che renderà più bella e affascinante una base fatta di conoscenze e di informazioni.

In questa guida scoprirai come aprire un negozio di fiori, la normativa, qual’è l’iter burocratico, quanto costa e quanto si guadagna.

Sei pronto a scoprire come realizzare il tuo sogno e diventare un fioraio di successo?

Si parte!

 

Perché aprire un negozio di fiori

Se l’idea di avviare un’attività mettendo a frutto la tua passione non è una motivazione sufficiente, allora aggiungici il fatto che aprire un negozio di fiori può anche farti guadagnare.

Forse con un solo negozio di fiori non riuscirai a diventare ricco, ma potrai comunque realizzare un business interessante.

E se vuoi in seguito potrai comunque sempre espandere la tua attività e aprire altri negozi di fiori in altre zone limitrofe.

E sai perché?

Non solo perché esiste una clientela con capacità di spesa che non rinuncia a rendere la propria o altrui casa o azienda più bella e accogliente, ma anche perché su questo tipo di prodotti il ricarico è davvero alto.

Certo, le piante in vaso e i fiori recisi sono delicati e vanno trattati con le giuste attenzioni!

Per questo ti consiglio, se non hai un diploma o comunque un titolo di studio specifico, di frequentare dei corsi di aggiornamento che ti forniscano le necessarie competenze per far rendere la tua attività al massimo.

Le associazioni di categoria Assofioristi e Federfiori organizzano entrambe corsi formativi per chi vuole diventare fiorista professionista.

 

Come aprire un negozio di fiori

La normativa per aprire un negozio di fiori non presenta particolari difficoltà.

Anche i costi per aprire un’attività di questo tipo non sono particolarmente alti.

Naturalmente molto dipende dalle dimensioni e dal genere di esercizio che vuoi realizzare.

Vedremo più avanti varie idee di business che corrispondono a diversi tipi di attività e conseguentemente a diversi costi di avvio e costi di gestione per realizzarle.

Ma in generale…

Cosa serve per aprire un negozio di fiori?

Continua a leggere e troverai tutte le informazioni necessarie su quali sono le attrezzature necessarie, l’iter e gli adempimenti burocratici, ma soprattutto quanto bisogna investire per aprire un negozio di fiori.

 

Cosa serve per aprire un’attività di fiorista

Parliamo innanzitutto delle attrezzature.

Aprire un negozio di fiori non richiede attrezzature particolari, a meno che tu non voglia anche avere un vivaio di proprietà per coltivare le piante che poi andrai a vendere.

Quello che è importante invece è che il tuo negozio di fiori sia dotato di acqua per rinfrescare e di impianto di climatizzazione per tenere basse le temperature durante il periodo estivo.

Alcune piante e la maggior parte dei fiori soffrono molto il caldo e il rischio, in assenza di opportuni accorgimenti, è quello di dover buttare la merce prima di venderla.

Calcola  che avrai sempre una certa percentuale di scarto, questo devi purtroppo metterlo in conto. Ma starà a te mettere in atto una gestione attenta della merce in scadenza , per esempio con offerte speciali e prezzi concorrenziali.

Come arredare il negozio non è assolutamente un problema.

Servono supporti per le piante e un banco con cassa, niente di più.

Se però punti a un’attività con una gamma di prodotti più ampia, aggiungendo per esempio fiori artificiali o accessori per giardinaggio, ovviamente ti servirà un locale più ampio e di conseguenza i costi fissi saranno maggiori così come gli investimenti necessari.

Importante in ogni caso è avere una vetrina e un’insegna che attirino la clientela: chi ama acquistare composizioni di fiori solitamente è persona di buon gusto e molto attenta all’estetica.

Quanto costa aprire un negozio di fiori?

Ovviamente i costi dipendono dalle dimensioni del locale e dal tipo di attività che si vuole avviare.

Se ti limiti ad aprire una fioreria in uno spazio di pochi metri quadri i costi potrebbero aggirarsi sui 10.000 euro.

Un’alternativa un po’ più costosa ma più redditizia potrebbe essere quella di aprire un chiosco, ma funziona solo se questo è posizionato in una localizzazione strategica, come per esempio nelle vicinanze degli ospedali dotati di un reparto maternità o nei pressi dei cimiteri.

L’investimento aumenta ulteriormente se punti ad aprire un’attività che si rivolge a una fascia alta di consumatori.

Se non disponi di grossi capitali puoi pensare di chiedere un microcredito o cercare finanziamenti a fondo perduto o agevolato
Oppure, cosa ne pensi dell’aprire un negozio di fiori in franchising?

In questo caso ti appoggerai a un marchio già conosciuto e presente sul mercato, avendo la possibilità di scegliere tra investimenti più o meno sostanziosi.

Per approfondire le informazioni sul franchising ti consiglio di leggere questo articolo dedicato a come aprire un franchising.

 

Quali sono i requisiti per aprire un negozio di fiori e piante?

Come dicevamo, per aprire un’attività di questo tipo non è previsto un iter burocratico complicato.

La domanda che sicuramente ti starai facendo è: ma ci vuole la licenza per aprire un negozio di fiori?

Devi sapere che in seguito alla Riforma del Commercio del 1998 sono state fatte delle modifiche che hanno liberalizzato questo settore.

Pertanto la licenza è necessaria solo se l’esercizio supera i 250 metri quadri di ampiezza nei centri con più di 10.000 abitanti, estensione che scende a 150 metri quadri se gli abitanti sono inferiori a quella soglia.

La procedura quindi è quella che deve essere seguita per qualunque esercizio commerciale che non metta in vendita prodotti alimentari.

Fondamentalmente le pratiche burocratiche consistono in una segnalazione di inizio attività da presentare nel Comune di residenza, corredata dalle prescritte certificazioni circa il possesso dei requisiti morali e professionali (questi ultimi se richiesti dallo specifico tipo di attività) e oggettivi (conformità urbanistica, edilizia, igienico-sanitaria e ambientale dei locali e/o attrezzature aziendali).

Entro 30 giorni dall’apertura del negozio dovrai inoltre iscriverti al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio.

Necessarie anche l’apertura della partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate e l’iscrizione all’Inps.

aprire un negozio di fiori

Come aprire un negozio di fiori di successo: idee di business

E’ arrivato il momento di dare libero sfogo alla tua fantasia.

Perché, e qui viene il bello, oltre che un business di successo può essere anche un’attività creativa!

Attenzione però ad avere sempre i piedi ben piantati per terra: occhio quindi al mercato, alle nuove tendenze e ai tuoi concorrenti.

Se vuoi diventare un imprenditore di successo devi metterti subito nell’ottica di studiare e imparare le migliori strategie per avviare il tuo business da chi ha già fatto quest’esperienza prima di te!

Inoltre cerca di partire subito con il piede giusto, ed evitare di fare anche tu gli stessi errori che fa la maggior parte dei nuovi imprenditori.

Un’idea sempre valida è quella di specializzarsi.

Sai che in Francia esiste una catena di negozi che vendono solo ed esclusivamente rose?

Il perché della scelta di questo fiore è facilmente intuibile… L’abbiamo visto in tanti film romantici, ma anche ai nostri giorni ti garantisco che nessuna donna resisterebbe a un enorme mazzo di rose rosse!

Altri tipi di specializzazioni potrebbero essere quelle di aprire un negozio di fiori artificiali oppure di fiori secchi, sempre più in voga tra coloro che non hanno tempo e voglia di dedicarsi alla cura di piante e fiori freschi.

L’importante è diventare punto di riferimento per qualcosa che difficilmente si può trovare altrove.

Oppure potresti diventare il miglior negozio per composizioni floreali.

In questo caso devi possedere fantasia e buon gusto, oppure, se non hai questo dono per natura, puoi ricorrere a corsi di specializzazione nel ramo.

I tuoi clienti saranno non solo privati che si serviranno di te per cerimonie come matrimoni, battesimi e funerali, ma anche aziende e istituzioni.

Questo amplia notevolmente la fascia della tua potenziale clientela, da parte tua saranno richieste capacità maggiori di saper trattare con persone di diverse tipologie e che rivestono diversi ruoli.

Se sei portato a pensare in grande e risiedi in una città almeno di medie dimensioni puoi orientarti verso un negozio di fiori e oggettistica tipo oggetti da regalo o arredi per cerimonie.

Un’idea che mi suggerisce una realtà di successo piuttosto famosa nella metropoli milanese è quella di abbinare la vendita di fiori a un’attività di ristorazione.
Se sei portato alla collaborazione puoi anche pensare di lavorare insieme a un/una wedding planner: i matrimoni sono sicuramente un’ottima fonte di guadagno. Hai mai visto un matrimonio senza piante e fiori? E non parlo ovviamente solo del bouquet della sposa…

Come vedi ce n’è per tutti i gusti!

 

Dove aprire un negozio di fiori

Il luogo dove aprire il tuo negozio di fiori è molto importante e deve essere ben valutato prima di prendere una decisione.

In questo caso sono due fondamentalmente le opzioni da considerare.

La prima è quella di decidere se aprire un piccolo negozio o un chiosco di fiori: in questo caso è assolutamente indispensabile che abbia una buona visibilità e che sia posizionato nei pressi di un luogo di grande passaggio come ospedale, cimitero e luogo di culto.

Attenzione che nelle vicinanze non si trovino supermercati e centri commerciali, che potrebbero essere temibili concorrenti in quanto vendono fiori e piante a poco prezzo.

La seconda è quella di aprire un esercizio di dimensioni abbastanza ampie e che punta a una clientela di fascia alta, sia privati che aziende o enti. In questo caso la location più adatta è la città di medie o grandi dimensioni, preferibilmente in zona centrale o comunque ben servita da parcheggi e mezzi pubblici.

Se sei una persona molto intraprendente potresti anche pensare di aprire un negozio di fiori all’estero, magari in una grande città come Londra o Parigi.

In questo caso però devi sapere che ti troverai ad affrontare leggi e normative diverse dalle nostre oltre naturalmente a dover conoscere perfettamente la lingua locale.

 

Come promuovere la tua attività

Se la tua scelta è quella minimale, ovvero la prima delle due che ti ho descritto, non dovrai fare molto per promuovere la tua attività.

Basterà che il tuo negozio o chiosco sia posizionato bene, che sia ben visibile e ben tenuto.

Cordialità, sensibilità e cortesia con i clienti faranno il resto, tenendo presente che saranno in maggioranza persone che stanno vivendo momenti di particolari emozioni siano esse positive o negative.

Ma se la tua opzione è la seconda, oppure anche un negozio di fiori specializzato in una particolare nicchia di mercato, non potrai fare a meno di dedicare tempo e risorse finanziarie per promuoverla.

Come far conoscere la tua impresa ai potenziali clienti?

Come battere la concorrenza che dovrai affrontare?

A meno che tu non abbia già l’esperienza necessaria per fare un business plan e un piano di marketing, ti consiglio di iscriverti subito al mio corso avanzato dove troverai tutte le migliori strategie per avviare con successo la tua attività in pochissimo tempo!

 

Quanto guadagna un negozio di fiori?

Fare soldi è il tuo obiettivo vero? Certo, magari non l’unico, anche la soddisfazione e la crescita personale sono importanti… Però è inutile nasconderlo, guadagnare serve per mantenersi, vivere con serenità e poter fare progetti per il futuro.

Aprire un negozio di fiori può offrire guadagni interessanti, ma il “quanto” dipende dal tipo di attività che pensi di realizzare.

Aprire un negozio di dimensioni medio-grandi con una clientela ampia e composita garantisce sicuramente più opportunità di guadagno sul lungo periodo, ma richiede un investimento iniziale maggiore.

Anche una piccola attività, se ben posizionata (e questo va continuamente sottolineato!), può essere interessante dal punto di vista del ritorno economico.

 

Conviene aprire un negozio di fiori?

Questa è la fatidica domanda che tutti si fanno quando si accingono ad avviare un’attività.

La risposta però non può essere un “sì” o un “no”, ma un dipende.

Aprire un negozio di fiori conviene se si tengono presenti tutti gli aspetti che ti ho fino a qui illustrato e se si intraprende un percorso che va calcolato e studiato in ogni sua fase.

Per questo ti raccomando di realizzare al più presto il tuo business plan , dove dovrai indicare con precisione i tuoi obiettivi e i risultati attesi a breve, medio e lungo termine.

E di studiare anche bene un piano marketing strategico che ti permetta di avviare con successo la tua attività!

Ti aspetta un duro lavoro, ma non scoraggiarti!

Un passo alla volta, e arriverai alla meta.

Un abbraccio,

Paolo

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aprire un negozio di detersivi
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Come aprire un negozio di detersivi: la guida completa definitiva

Vuoi aprire un’attività commerciale ma non hai le idee chiare su quali prodotti orientarti?

Il tuo budget da investire per avviare un’impresa è ridotto?

Se la risposta a queste domande è affermativa, aprire un negozio di detersivi può essere certamente una buona idea!

Si tratta infatti di un business che non richiede grossi investimenti e nemmeno lunghe e complicate trafile burocratiche…

Ma attenzione…

Fare impresa è una cosa seria e se non l’hai mai fatto ti consiglio di affrontare la cosa con cautela.

A questo proposito ho preparato per te un report gratuito per aiutarti a metterti in proprio con successo.

Ma ora se vuoi passare alle cose pratiche, leggi questo post fino in fondo e saprai tutto su come aprire un negozio di detersivi.

Sei pronto?

Partiamo…

Perché aprire un negozio di detersivi

Diciamo la verità: oggi la maggior parte delle persone preferisce fare i propri acquisti nei supermercati o nei centri commerciali.

Questo essenzialmente per due motivi: perché trova un’ampia scelta di prodotti e perché generalmente i prezzi sono più convenienti.

Quando invece si preferisce acquistare nei negozi?

Quando un negozio si specializza e offre uno o più prodotti che solitamente non è facile trovare.

Se quindi pensi che la tua strada sia quella di aprire un’attività commerciale, sarà bene che tu tenga presente questo principio basilare.

Specializzarsi è un’ottima idea per creare un business di successo!

Attenzione però: non basta affittare un locale e riempirlo di detersivi.

Anche i centri commerciali e i supermercati offrono questo tipo di prodotto, a cui sono dedicate intere corsie di scaffali.

E allora?

Allora si tratta di capire che cosa puoi offrire tu che altri non offrono.

Per esempio puoi decidere di aprire un negozio di detersivi industriali, cioé detergenti che vengono utilizzati per il lavaggio di automezzi o per le pulizie negli alberghi e nei ristoranti.

Oppure puoi scegliere di avviare un’attività specializzata nella vendita di detergenti alla spina ed ecologici.

Sono due idee entrambe valide, pur essendo molto diverse tra loro.

Per decidere quale scegliere (ovviamente si tratta di esempi, che non escludono altri tipi di specializzazioni) sarà importante valutare anche il luogo in cui apri l’attività e il tipo di clientela a cui pensi di rivolgerti.

Come aprire un negozio di detersivi

Ti dicevo all’inizio che aprire un negozio di detersivi è abbastanza semplice.

Non richiede infatti particolari attrezzature e nemmeno competenze tecniche specifiche se non una certa attitudine alla vendita e la capacità di relazionarsi con i clienti.

Naturalmente dovrai conoscere i prodotti per poter consigliare al meglio i tuoi acquirenti.

Impegno, determinazione e voglia di imparare sono qualità indispensabili per chiunque voglia mettersi in proprio, unite a un pizzico di umiltà.

Fare impresa, indipendentemente dal settore in cui si opera, richiede delle conoscenze di economia e di marketing che non sempre si possiedono e si ha tempo o voglia di acquisire.

In questo caso è bene rivolgersi a degli specialisti che sapranno consigliarti per il meglio e supportarti nel tuo percorso di business.

Nei prossimi paragrafi ti spiegherò punto per punto quali sono gli adempimenti e i requisiti per aprire un negozio di detersivi, oltre alla possibilità di ottenere finanziamenti e agevolazioni.

Cosa serve per aprire un negozio di detersivi

Innanzitutto devi avere chiaro se vuoi aprire un negozio fisico oppure online.

Non è una scelta facile, perché dipende da vari fattori, dalla tua predisposizione personale ma anche dalla località in cui risiedi e dove presumibilmente dovresti aprire la tua attività.

L’e-commerce, ovvero la vendita attraverso un sito web, in Italia nel 2016 ha sfiorato i 20 miliardi di euro.

Non molto se paragonato al mercato europeo (oltre 500 miliardi) e mondiale (2.000 miliardi).

Inoltre nel nostro Paese il commercio online è concentrato per ora in alcuni settori specifici come il turismo e l’informatica/elettronica di consumo, l’arredamento, home living e il food/grocery.

Attualmente quindi guadagnare con internet in Italia non è facile, ma per il futuro si prevede uno sviluppo notevole dell’e-commerce.

Per questo tra i miei post ne trovi uno in cui spiego come aprire un negozio online e che ti consiglio di leggere.

Se però non hai molta dimestichezza con le tecnologie potresti puntare sull’apertura di un negozio fisico.

In questo caso quello che ti serve è innanzitutto un locale dove mettere in mostra i tuoi prodotti e dove ricevere i clienti che sia ben posizionato (più avanti tratterò nel dettaglio questo aspetto).

L‘arredamento richiesto è piuttosto essenziale: alcuni scaffali e un bancone con cassa, oltre eventualmente agli erogatori nel caso decidessi di aprire un negozio di detersivi alla spina.

Quanto costa aprire un negozio di detersivi

Per poter calcolare i costi di avvio dell’attività bisogna sapere esattamente a quale specializzazione pensi di dedicarti e in quale località vuoi aprire il tuo esercizio.

I costi di acquisto o di affitto degli immobili variano notevolmente da città a città e tra aree urbane e piccoli centri.

Anche le dimensioni influiscono: aprire un piccolo negozio di detersivi sicuramente richiede un investimento minore rispetto a un’attività più grande e con prodotti diversificati.

In ogni caso tra i costi di avvio dovrai inserire le spese di iscrizione alla Camera di Commercio e la parcella del commercialista.

Tra le spese di gestione ricorda di calcolare l’affitto, le bollette di luce e acqua, le tasse da versare all’erario, i contributi all’Inps e la parcella di un esperto in marketing per la promozione dell’attività.

Quindi, ti starai chiedendo, quanto è l’investimento per aprire un negozio di detersivi?

Approssimativamente si può dire che il budget necessario varia tra i 20.000 e i 30.000 euro.

Ma per un calcolo più preciso ti consiglio di realizzare un business plan, dove metterai nero su bianco il tuo progetto d’impresa specificando i costi e i ricavi che prevedi di avere nei primi tre anni di attività.

Per facilitarti in questo ho scritto un post in cui spiego esattamente come fare un business plan efficace in 10 mosse.

Se non disponi di alcun capitale e non hai parenti o amici che possano darti un aiuto almeno per iniziare, puoi pensare di ricorrere a dei finanziamenti a fondo perduto o agevolato messi a disposizione dell’imprenditoria giovanile e femminile dagli enti pubblici.

In questo caso ti consiglio di leggere l’articolo dedicato a come trovare finanziamenti a fondo perduto.

Un’altra possibilità è quella di aprire un negozio di detersivi in franchising. In questo caso sarai avvantaggiato dal supporto che il franchisor potrà darti per l’avvio dell’attività e anche i costi saranno inferiori.

come aprire un negozio di detersivi

Normativa e requisiti per aprire un negozio di detersivi

Se hai letto il post fino a qui dovresti avere un’idea più precisa dell’attività che stai per intraprendere.

Ora vediamo quali sono i requisiti e i documenti necessari per aprire un negozio di detersivi alla spina.

Ti dicevo che in questo caso l’iter burocratico è un po’ più snello rispetto ad altri tipi di imprese.

I detersivi infatti non richiedono particolari accorgimenti per la manipolazione e la conservazione come per esempio nel caso degli alimenti.

Di conseguenza non necessitano di autorizzazioni specifiche da parte dell’Azienda Sanitaria Locale.

Come per qualsiasi impresa commerciale però, dovrai compiere alcuni adempimenti. 

Innanzitutto dovrai segnalare l’apertura dell’attività al Comune di residenza.

Solo nel caso in cui il locale in cui è ubicata l’attività superi i 150 metri quadrati (Comuni con meno di 10.000 abitanti) o i 250 metri quadrati (Comuni con più di 10.000 abitanti) sarà necessaria una specifica autorizzazione dell’ente comunale che dovrà dare risposta entro 90 giorni.

Trascorso questo periodo, se l’amministrazione non avrà dato alcuna comunicazione, l’autorizzazione si intende comunque concessa.

Altri adempimenti da compiere sono l’apertura della partita Iva, la comunicazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate, l’iscrizione all’Inps e all’Inail. 

Nel caso si voglia intraprendere l’attività in forma societaria occorre innanzitutto capire quale è la forma più idonea tenendo conto della tipologia, del numero dei soci, del volume d’affari previsto.

Come aprire un negozio di detersivi di successo: idee di business

La parola magica in questo caso è specializzazione. 

Non ha senso vendere qualcosa che si può trovare facilmente e più a buon mercato altrove, sei d’accordo?

Il trend che oggi va per la maggiore è quello di aprire un negozio di detersivi sfusi o alla spina.

Perché?

Per due motivi…

Innanzitutto perché eliminando il contenitore si può risparmiare sui costi.

In secondo luogo perché in questo modo si favorisce anche l’ambiente, che beneficerà di una minore quantità di plastica da smaltire.

Per accentuare questo aspetto, apprezzato soprattutto da una clientela informata e sensibile alle tematiche ambientali, potresti offrire prodotti ecologici che oggi sono sempre più apprezzati e richiesti.

Aprire un negozio di detersivi biologici può essere una buona idea anche perché l’investimento iniziale è davvero ridotto!

Naturalmente ci possono essere anche altri tipi di specializzazione, come per esempio quello che già ti accennavo dei detergenti industriali.

L’importante è studiare il mercato del settore e la concorrenza, per capire se ci sono nicchie che ancora restano scoperte.

Un’altra idea per realizzare un business di successo è quella di abbinare alla vendita dei detergenti altri articoli affini come per esempio elettrodomestici e casalinghi.

In questo caso ovviamente il negozio dovrà avere dimensioni maggiori e anche l’investimento iniziale sarà più oneroso.

Dove aprire un negozio di detersivi

La scelta della location è senz’altro molto importante per un’attività commerciale.

Da evitare nel modo più assoluto, aprire un’attività nelle immediate vicinanze di un’altra impresa simile.

Ti sembra ovvio? Beh, non è così.

Mi è capitato più volte di vedere negozi operanti nello stesso settore a pochi metri di distanza l’uno dall’altro!

Ti consiglio quindi di condurre ricerche di mercato sia online, che offline, per poi utilizzare queste preziose informazioni per prendere le giuste decisioni e pianificare accuratamente l’avviamento della tua attività.

Se non sai da che parte iniziare, quì trovi tutte le informazioni di cui hai bisogno.

Non trascurare poi di verificare la presenza di un numero adeguato di parcheggi e, in caso il negozio si trovasse in una grande città, è importante anche che la zona sia ben collegata con i mezzi pubblici.

 

Come promuovere l’attività

La promozione dell’attività è un aspetto fondamentale!

Non deve trarti in inganno il fatto che l’abbia lasciato quasi per ultimo.

Non è un accessorio, è essenziale far conoscere ai tuoi potenziali clienti il fatto che ci sei e i prodotti che proponi.

L’analisi della potenziale clientela è quella che ti deve guidare nella scelta dei mezzi più adeguati per promuoverla.

In Italia attualmente sono ancora le donne in maggioranza a eseguire i lavori domestici, in particolare quelli relativi al lavaggio e alla stiratura degli indumenti e alla pulizia degli ambienti.

Il tuo target quindi sarà prevalentemente femminile.

Questo però non basta. Sono donne giovani o anziane? Sono tradizionali o innovative negli acquisti? Si informano prima di acquistare o si fidano dei consigli del venditore?

Una volta capito chi sono e cosa vogliono i tuoi clienti, è importante fare un vero e proprio piano di marketing strategico per stabilire quali sono i canali promozionali migliori da utilizzare.

 

Quanto si guadagna con un negozio di detersivi

Ok, adesso però parliamo di guadagni.

Chi decide di aprire un’attività solitamente lo fa sostanzialmente per fare soldi, non certo per beneficenza!

Diciamo che le potenzialità di questo business dipendono molto dal fatto che, a differenza di altri, i costi di avvio e di gestione non sono particolarmente alti e quindi i margini di guadagno sono maggiori.

Molto dipenderà anche da quanto riesci ad attrarre la clientela e a fidelizzarla.

Devi riuscire a convincere i tuoi clienti che i tuoi prodotti sono proprio quello che cercano, che sono i migliori e magari anche più a buon mercato.

E una volta convinti, devi riuscire a farli tornare da te e a non emigrare verso altri lidi.

Difficile? 

Sì, abbastanza…

Ma se seguirai i miei consigli, studierai il mercato e seguirai le giuste strategie, puoi sicuramente farcela anche tu!

In ogni caso, per calcolare i tuoi possibili guadagni, non devi fare altro che quantificare i costi di avviamento e di gestione e fare una previsione attendibile del volume d’affari che pensi di avere in futuro.

Se non sai come fare, puoi usare il mio Software Excel Automatico che trovi in omaggio insieme a Business Mastery.

Conviene aprire un negozio di detersivi?

Ma allora, in conclusione, conviene aprire un negozio di detersivi?

La risposta dipende innanzitutto dalle tue aspirazioni.

Se aspiri a grossi guadagni forse questa non è l’attività giusta.

Ma se il tuo obiettivo è quello di avere un’attività indipendente, che ti consenta di mantenerti e ti dia delle normali soddisfazioni, aprire un negozio di detersivi può essere una scelta azzeccata.

L’importante è che tu ci creda veramente e non improvvisi.

L’improvvisazione è il nemico Numero 1 di qualsiasi imprenditore!

Per questo ti consiglio di studiare bene la situazione e fare un piano accurato prima di investire anche 1 solo euro nella tua attività.

Se non sai da che parte iniziare, ti consiglio di leggere subito il mio Report Gratuito.

Alla base di qualsiasi progetto di successo ci sia sempre studio e dedizione.

Questa è la filosofia che mi ispira e che cerco di trasmettere a chi mi segue perché ne ho sperimentato io stesso l’efficacia.

Poi, certo, un po’ di fortuna non guasta mai…

In bocca al lupo!

Paolo

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aprire un centro estetico
Aprire un attività

Come aprire un centro estetico di successo: requisiti, costi e guadagni

In questo articolo vedremo come aprire un centro estetico, un’attività che continua a registrare una crescita costante negli ultimi anni.

Infatti il mercato dei servizi legati alla cura della salute e del benessere personale è sempre più apprezzato sia tra le donne che nel mondo maschile.

Una cura impeccabile della propria immagine personale è sempre più importante, sia per se stessi ma anche per relazionarsi con gli altri nella società attuale.

Ecco perché questo settore sta crescendo a ritmi incessanti e i suoi servizi assumono ogni giorno di più un ruolo essenziale nella vita delle persone.

Se stai pensando di metterti in proprio e avviare un’attività in questo settore sei nel posto giusto!

In questo articolo vedremo insieme come aprire un centro estetico, la normativa, i requisiti necessari e quanto costa aprire un centro estetico.

Oltre ad alcune idee di business utili per avviare questo tipo di attività.

Ma attenzione però…

La maggior parte delle persone commette più o meno sempre gli stessi errori in fase di avviamento di un’attività.

Se vuoi davvero trasformare la tua idea imprenditoriale in un business solido e duraturo…

Scarica subito il mio report gratuito e scopri come puoi evitarli e partire con il piede giusto!

Ma ora torniamo alle questione pratiche e burocratiche per aprire un estetico.

Pronti?

Si parte!

 

Come aprire un centro estetico di successo: un mercato in continua evoluzione

Essere belli e curati è qualcosa a cui oggi non si può e non si vuole più rinunciare, a qualunque sesso o età anagrafica si appartenga!

Un manager o un professionista anche se di sesso maschile, oggi non può trascurare quelle che una volta venivano considerati “capricci” per sole donne…

Piacersi e stare bene con se stessi è fondamentale anche per stare bene con gli altri, aumentando la propria autostima e influendo positivamente in generale sul nostro benessere psico-fisico.

Questo è uno dei motivi fondamentali perchè sempre più persone decidono di rivolgersi ai servizi di centro estetico.

Per questo, in questi ultimi anni è esplosa una vera e propria mania per le attività legate al mondo del wellness, che rispondono a più esigenze tipiche della nostra epoca.

Non deve sorprendere quindi che tra le varie idee di business che vanno ultimamente per la maggiore, ai primi posti ci sia quella di aprire un centro estetico o un centro benessere!

Un business potenzialmente molto redditizio, visto il potenziale di un settore che fattura milioni di euro ogni anno.

Ma cosa vuol dire esattamente “aprire un centro estetico”?

Aprire un centro estetico è un termine ampio che racchiude molteplici servizi che a volte vengono confusi con quelli di un vero e proprio centro benessere.

I servizi offerti da un centro estetico sono principalmente:

  • scrub corpo e viso
  • ceretta corpo e viso
  • massaggi benessere
  • massaggi linfodrenanti
  • massaggi dimagranti
  • cura della pelle
  • manicure e pedicure
  • epilazione maschile e femminile
  • abbronzatura con lampade solari

A questi servizi a volte si aggiungono anche altre cose come supporto nutrizionale e dietetico, nails art (decorazione e ricostruzione unghie), ecc…

Ovviamente potrai scegliere liberamente quali di questi servizi offrire e quali no, specializzandoti eventualmente solamente in alcuni di questi.

Ad esempio ultimamente va molto di moda aprire un centro ricostruzione unghie specializzato in nails art.

Come anche abbinare un centro estetico ad un’attività di parrucchiere o ad un centro benessere.

Sono tutte valutazioni fondamentali che dovrai fare prima di decidere la tipologia di attività che vuoi aprire.

E soprattutto dovrai certamente pensare alle strategie di marketing più efficaci per sviluppare con successo la tua attività!

Ma ora torniamo alle cose pratiche e vediamo insieme quali sono i requisiti necessari per aprire un centro estetico.

Requisiti per aprire un centro estetico

L’attività di estetista è regolamentata dalla legge 1 del 1990 e dal Decreto ministeriale n. 352 del 21 marzo 1994, che stabilisce che l’attività esercitata da un estetista comprende “tutte le prestazioni e i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l’aspetto estetico, modificandolo attraverso l’eliminazione o l’attenuazione degli inestetismi presenti“.

Secondo la normativa vigente tali mansioni possono essere svolte manualmente o con l’aiuto di apparecchi elettromeccanici per uso estetico, oppure tramite l’applicazione di prodotti cosmetici.

Come vedi si tratta di una definizione piuttosto ampia che comprende:

  • la pulizia e i trattamenti del viso
  • i trattamenti estetici del corpo
  • il massaggio per scopi estetici del viso e del corpo
  • la depilazione
  • la manicure e il pedicure estetico
  • il trucco

 

I requisiti per aprire un centro estetico sono inoltre sempre disciplinati a livello locale da un apposito Regolamento comunale.

Solitamente nel Regolamento comunale sono definite:

  • le modalità di programmazione dello sviluppo dell’attività di estetista a livello territoriale
  • la distribuzione a livello territoriale e le superfici minime dei locali destinati all’esercizio dell’attività di estetista
  • i criteri in base a cui stabilire la distanza tra esercizi, in rapporto alla densità della popolazione residente e non residente
  • le caratteristiche e la destinazione d’uso dei locali impiegati per lo svolgimento dell’attività
  • le modalità per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività di estetista
  • i requisiti di sicurezza ed igienico-sanitari dei locali
  • la disciplina degli orari e il calendario dei giorni di apertura e chiusura degli esercizi
  • l’obbligo e le modalità di esposizione delle tariffe professionali

 

Per aprire un centro estetico dovrai chiarire preventivamente tutti questi aspetti rivolgendoti agli uffici del Comune in cui decidi di aprire l’attività.

Inoltre spetterà poi all’ ASL di competenza esprimere al sindaco del Comune un parere sull’idoneità dei locali in cui si svolge l’attività, sulle apparecchiature e sui procedimenti tecnici utilizzati, verificandone l’idoneità attraverso appositi controlli.

Molti imprenditori attratti da questo business redditizio si chiedono inoltre se è possibile avviare un centro estetico senza qualifica.

Ma è davvero possibile aprire un centro estetico senza la qualifica necessaria di estetista?

Vediamo subito insieme!

E’ possibile aprire un centro estetico senza qualifica?

Secondo la normativa vigente in materia, è previsto l’obbligo per ogni centro estetico di esercitare l’attività solo con un regolare diploma di estetista.

Se non sei in possesso di un diploma da estetista e ti stai chiedendo come aprire un centro estetico senza diploma, sappi che è possibile solamente assumendo o aprendo in società qualcuno in possesso di un regolare diploma di estetista.

Altrimenti per ottenere la qualificazione necessaria occorre frequentare un apposito corso regionale della durata di 2 anni, seguito da un corso di specializzazione di 1 anno oppure da 1 anno di inserimento presso un’impresa di estetista.

In alternativa puoi fare 3 anni di apprendistato presso un’impresa già avviata, e completare questa esperienza lavorativa con un corso teorico di almeno 300 ore.

Se stai pensando invece di aprire un centro di medicina estetica, solitamente le attività previste saranno più dirette alla prevenzione e alla correzione di inestetismi costituzionali o acquisiti da esiti di malattia.

Le prestazioni svolte da un centro di medicina estetica infatti riguardano solitamente le seguenti branche specialistiche:

  • endocrinologia
  • scienze dell’alimentazione e dietologia
  • fisiokinesiterapia
  • dermatologia
  • angiologia
  • chirurgia plastica
  • chirurgia maxillo-facciale

In questo caso i requisiti per aprire un centro di medicina estetica richiedono che debba essere presieduto da un medico specializzato nella disciplina relativa alle attività svolte all’interno del centro.

L’apertura del centro deve inoltre essere necessariamente sottoposta a una specifica autorizzazione del Presidente della Giunta regionale.

Attenzione però…

Se vuoi metterti in proprio con successo, il requisito fondamentale oltre a saper far bene il tuo lavoro, è sicuramente quello di essere un buon imprenditore. Purtroppo la maggior parte delle persone, compie quasi sempre una serie infinita di errori imperdonabili proprio durante la fase di avviamento della loro nuova attività.

Se vuoi evitare di fare gli stessi errori anche tu…

Scarica subito il mio report gratuito!

Ha già aiutato migliaia di persone prima di te 😉

 

Come aprire un centro estetico: documenti necessari

Come per aprire un’attività di qualsiasi tipo, anche per aprire un centro estetico dovrai preoccuparti di rispettare gli adempimenti burocratici richiesti dalla normativa vigente in materia.

Il primo passo da fare sarà registrare la tua impresa presso la Camera di Commercio nell’apposito Registro Ditte e nell’Albo Imprese Artigiane.

Mentre la licenza di centro estetico andrà richiesta al Comune di residenza.

Per quanto riguarda i locali occorrerà verificare che abbiano la corretta destinazione d’uso rivolgendosi al proprietario o all’ufficio del Catasto.

Infine spetterà all’ASL di competenza rilasciare il nulla-osta sanitario dopo le opportune verifiche.

Questo è l’iter burocratico completo necessario per ottenere i documenti necessari ad aprire un centro estetico:

  • dovrai iscriverti alla Camera di Commercio del luogo di residenza
  • aprire la Partita IVA (in questo post trovi tutto quello che devi sapere su come aprire una partita IVA)
  • ottenere la licenza di estetista richiedendola allo sportello delle Attività Produttive del Comune di residenza
  • richiedere il nullaosta igienico-sanitario: l’ASL di competenza della tua zona effettuerà i controlli necessari a verificare la sussistenza dei requisiti di legge
  • aprire le posizioni Inps e Inail dei titolari dell’impresa e degli eventuali dipendenti

Ulteriore eventuali documentazioni riguardano poi i requisiti professionali del personale che esegue i trattamenti estetici e che dovrà essere in possesso di un diploma specifico rilasciato dalla Regione.

Ora che sai tutto sui documenti necessari per aprire un centro estetico, vediamo insieme la parte più impegnativa dell’operazione: i costi che dovrai sostenere!

 

come aprire un centro estetico

Quanto costa aprire un centro estetico?

I costi da sostenere per aprire un centro estetico dipendono da molte variabili.

La dimensione dei locali su cui dovrai pagare l’affitto, il numero e la tipologia dei macchinari che verranno impiegati per offrire i vari servizi e il numero di dipendenti che verranno eventualmente impiegati nel centro.

Uno degli errori più comuni che fanno in tanti è proprio quello di sbagliare i conti a inizio attività.

Fare previsioni di bilancio azzeccate per i primi anni di esercizio è il modo migliore per evitare di imbarcarsi in un investimento troppo oneroso rispetto ai ricavi attesi. Per questo ho preparato per te un percorso step by step, semplice e davvero efficace, dove imparerai ad affrontare passo dopo passo la fase di pianificazione ed avviamento della tua attività.

Scopri come metterti in proprio con successo senza rischiare di perdere i tuoi soldi.

Possiamo stimare l’investimento iniziare con una forbice molto ampia che varia a seconda di questi fattori tra qualche decina di migliaia di euro a qualche centinaia di migliaia di euro.

Considerato che il costo dell’affitto può incidere in modo importante, se stai pensando di aprire un’attività senza dipendenti potresti valutare anche la possibilità di inserirti in un’attività già avviata, per esempio quella di un parrucchiere, dividendo quindi i costi di affitto e bollette.

Una risorsa molto utile potrebbero essere i finanziamenti per l’imprenditoria femminile, previsti dalla legge 215 del 1992, a cui possono avere accesso le imprese con meno di 50 dipendenti e con un fatturato inferiore a 7 milioni di euro o totale di bilancio inferiore a 5 milioni di euro in cui:

  • il titolare è una donna
  • le società di persone e le cooperative in cui almeno il 60% dei soci è costituito da donne
  • le società di capitali in cui le quote e i membri del Consiglio di Amministrazione sono donne per almeno i 2/3 del totale

Se vuoi saperne di più, puoi leggere il mio articolo che ti spiega come ottenere finanziamenti a fondo perduto per la tua attività.

Dove acquistare l’arredamento per un centro estetico

Un’altra variabile da tenere in considerazione per contenere il più possibile i costi di apertura, riguarda l’arredamento dei locali.

Qui la scelta è veramente ampia e sarà sufficiente quindi che tu ti prenda il tempo necessario per valutare le tante offerte sul mercato e scegliere quelle più corrispondenti al tuo portafoglio.

Esistono molte aziende specializzate che offrono soluzioni di design su misura con prezzi variabili a seconda della qualità e dei marchi proposti.

Ma oggi è possibile valutare anche diverse alternative che a volte possono risultare sufficienti:

  • arredamento centro estetico Ikea: magari ti sembrerà poco professionale, ma sempre più esercizi come negozi e locali acquistano parte dell’arredamento dal gigante svedese, trovando prezzi a buon mercato e prodotti semplici e funzionali
  • arredamento centro estetico online: è risaputo che su internet si possono trovare delle buone offerte, allora perchè non dedicarsi almeno ad una ricerca preliminare per confrontare i prezzi?
  • arredamento centro estetico usato: con un po di tempo da dedicare alla ricerca e un pizzico di fiuto per gli affari, oggi è davvero possibile trovare delle buone occasioni provenienti da fallimenti o attività cessate, con stock di usato di qualità a prezzi davvero convenienti.

Se tutto questo ti sembra troppo impegnativo da gestire, la soluzione ideale potrebbe essere per te quella di aprire un centro estetico in franchising.

Come aprire un centro estetico in franchising

Se non hai grossi capitali da investire oppure non hai molta esperienza alle spalle, allora aprire il tuo centro estetico in franchising è una possibilità che dovresti davvero tenere in considerazione.

Numerosi infatti sono i vantaggi per chi sceglie di aprire un centro estetico o un centro benessere in franchising.

Innanzitutto un risparmio sui costi.

Essere affiliato ad un network di centri estetici in franchising ti consentirà per esempio di fare acquisti di prodotti cosmetici o anche di altro genere a prezzi contenuti.

Per non parlare poi dei costi di marketing e pubblicità di cui si farà carico l’azienda franchisor.

Inoltre verrai seguito passo dopo passo specialmente nella fase di avviamento e avrai un supporto totale per la gestione della tua nuova attività.

Di contro però se deciderai di aprire un centro estetico in franchising, dovrai sottostare alle regole della società madre e pagare un costo di ingresso e royalties sui tuoi profitti.

Per maggiori informazioni ti consiglio di leggere l’articolo su come aprire un’attività in franchising.

Bene se sei arrivato fin qui, vuol dire che sei davvero determinato a lanciarti nel business dell’estetica ed aprire un centro benessere

Ma aprire un centro estetico conviene davvero?

Se questa è la tua passione, se hai un po’ di soldi da investire e hai il DNA di imprenditore o imprenditrice nelle vene, allora la risposta non può che essere positiva.

Il settore del wellness è in crescita costante e oggi il business dell’estetica e del benessere offre davvero ottime opportunità di guadagno.

E tu che cosa aspetti?

Se fai davvero sul serio e hai intenzione di avviare la tua nuova attività, ti consiglio di leggere subito la mia guida dedicata alla pianificazione strategica della tua attività.

Per questo ti consiglio di studiare nei minimi dettagli un piano di sviluppo per la tua attività prima di investire anche 1 solo euro.

Dopo aver ricevuto centinaia di richieste dai letteori del blog, abbiamo creato un percorso guidato step by step per aiutarti passo dopo passo ad affrontare la fase di avviamento della tua attività e trasformare il tuo sogno in un progetto imprenditoriale solido e duraturo.

Tuffati nel mondo del benessere e avrai sicuramente il successo che meriti…

Un grande in bocca al lupo per il tuo progetto!

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come aprire una farmacia
Aprire un attività

Come aprire una farmacia: la guida completa definitiva

Conviene aprire una farmacia o una parafarmacia?

E’ il dilemma che tormenta molti neo-farmacisti e aspiranti tali…

In effetti sono due attività che, pur presentando delle affinità, hanno anche caratteristiche molto differenti.

Non da meno anche è l’eterno quesito a cui tante persone cercano di rispondere cercando su Google, circa la possibilità di aprire una farmacia senza laurea.

Ma niente paura! Sfatiamo subito questo mito…

Se vuoi aprire una farmacia in Italia devi essere per forza un farmacista laureato e abilitato all’esercizio della professione.

Mentre per aprire una parafarmacia non c’è questo obbligo, purché la persona addetta alla vendita sia in possesso dei titoli specialistici.

In questo articolo trovi tutte le informazioni necessarie su come aprire una parafarmacia.

Ti consiglio in ogni caso di tenerti comunque sempre aggiornato sulle novità perché le disposizioni legislative in materia possono sempre cambiare.

Nell’articolo che stai leggendo invece troverai tutte le informazioni necessarie per aprire una farmacia.

Parleremo dei costi, dei requisiti e dei permessi necessari per aprire una farmacia.

Ma attenzione…

Fare impresa è una cosa seria e delicata e la maggior parte delle persone ne sottovaluta i rischi.

Se vuoi avviare con successo la tua attività, scarica subito il mio Report Gratuito ed evita di fare gli stessi errori che portano al fallimento del 50% delle nuove imprese nei primi anni di esercizio.

Vedremo come richiedere l’autorizzazione per l’apertura di una farmacia e quanto costa comprare una farmacia per rilevare un’attività già esistente.

Pronti?

Si parte!

Come aprire una farmacia in Italia o all’estero: costi, requisiti e permessi

Se stai pensando di aprire una farmacia in Italia, devi sapere innanzitutto che si tratta di un settore molto delicato e complesso.

Non solo perché i prodotti che si vendono in farmacia non sono prodotti qualsiasi perchè hanno a che fare con la salute e sono quindi soggetti a una normativa particolare, ma anche perché in Italia l’apertura di nuovi esercizi è al momento regolamentata da leggi piuttosto restrittive, nonostante i diversi tentativi di liberalizzazione del settore.

Se stai pensando di aprire una farmacia all’estero, potresti valutare paesi come la Spagna o la Francia, dove il numero di farmacie ammesso per abitante è molto più alto rispetto a quello dell’Italia.

Anche l’Irlanda, grazie alle favorevoli normative fiscali, ha attratto gli stranieri intenzionati ad aprire una farmacia, mentre Gran Bretagna e Germania non hanno limiti per legge.

Le possibilità sono davvero tante e sono numerosi gli italiani che si sono trasferiti all’estero per aprire una farmacia in paesi come Malta, Svizzera, Brasile, Spagna, Germania o anche alle Canarie.

In Italia invece come saprai ci sono diversi paletti da rispettare, che è meglio conoscere prima di intraprendere questa strada.

Come aprire una farmacia in Italia: ottenere la licenza

Innanzitutto è bene sapere che la distribuzione di questi particolari esercizi viene fatta secondo precisi criteri demografici.

In base alla riformulazione dell’articolo 11 del decreto sulle liberalizzazioni del governo Monti, è possibile aprire una farmacia ogni 3.300 abitanti.

Esiste però anche l’eventualità di aprirne una ulteriore se la popolazione eccedente supera il 50% del numero di abitanti stabilito.

Se vuoi sapere come aprire una farmacia privata devi quindi tener presente che l’apertura di nuove farmacie è possibile solo in una sede vacante (dove quindi non è ancora soddisfatto il requisito di cui sopra).

Oppure dovrai rilevare o prendere in gestione una farmacia già avviata.

Per aprire una farmacia privata occorre quindi innanzitutto acquistare la licenza.

Sulla Gazzetta Ufficiale vengono pubblicati periodicamente i concorsi per farmacista per l’assegnazione della titolarità di una farmacia in una determinata zona.

La titolarità dell’esercizio può essere sotto forma di società di persone o di società di capitali.

Secondo le norme attualmente vigenti è necessario che il titolare sia farmacista laureato e abilitato e anche chi è addetto alla vendita deve essere in possesso di una laurea specialistica in farmacia.

Come aprire una farmacia: diventare farmacista

Oltre alla laurea in Farmacia o in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, per diventare farmacista occorre superare l’esame di stato e successivamente iscriversi all’Albo dei Farmacisti.

L’iscrizione deve essere fatta tramite l’ordine della provincia di appartenenza.

I singoli ordini sono poi riuniti sotto la Fofi, ovvero la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, un ente pubblico che ne coordina l’attività e che rappresenta a livello nazionale la professione del Farmacista.

Cosa occorre per aprire una farmacia in Italia?

Questi sono i requisiti e i documenti necessari per aprire una farmacia:

  • rivolgersi al Comune di appartenenza, precisamente al Suap (Sportello Unico delle Attività Produttive) al quale va presentata richiesta per la vendita dei prodotti non medicinali (integratori, prodotti per l’igiene, prodotti erboristici, cosmetici, ecc.)
  • presentare la Comunicazione Unica alla Camera di Commercio anche in via telematica
  • presentare comunicazione al Ministero della Salute, senza la quale non si può ottenere il codice della tracciabilità del farmaco
  • richiedere all’ASL la concessione sanitaria per l’esercizio farmaceutico.

Anche per aprire una farmacia veterinaria occorre ottenere l’autorizzazione sanitaria.

Ma a differenza dei farmaci tradizionali, i farmaci a uso veterinario possono essere venduti nelle parafarmacie, anche quelli che richiedono la prescrizione medica (a esclusione degli stupefacenti).

Se ti stai chiedendo come aprire una farmacia online, devi sapere che è possibile solo per chi è già titolare di una licenza da farmacista e inoltre è possibile vendere su internet soltanto i farmaci da banco.

In ogni caso l’autorizzazione deve essere concessa dalla Regione o da altre autorità locali competenti.

aprire una farmacia

Rilevare una farmacia: quanto costa aprire una farmacia

L’alternativa a vincere un concorso indetto dalla Regione è l’acquisto di una farmacia messa in vendita dal titolare.

In Internet si trovano diversi siti con la lista delle farmacie in vendita e con l’indicazione per ciascuna di esse del fatturato e della richiesta per la cessione della licenza.

Un’altra fonte di informazione sono i siti dei vari Ordini professionali: qui puoi trovare le farmacie in vendita nelle varie città, e anche, opportunità questa che può rivelarsi interessante, farmacie in vendita all’asta.

Per quanto riguarda i costi, il budget necessario varia a seconda del tipo di attività che si va ad aprire.

Il costo maggiore è sicuramente quello relativo all’acquisto della licenza.

Ma allora quanto costa comprare una farmacia?

Il prezzo di una licenza dipende da molti fattori, come lo storico e la redditività dell’attività, l’ubicazione e le possibilità di crescita per il futuro.

In ogni caso il costo di una licenza può partire da cifre intorno alle centinaia di migliaia di euro fino a qualche milione di euro per esercizi ubicati in zone centrali delle grandi città.

Per aprire una farmacia agricola in zone rurali invece il budget necessario si abbassa ma di conseguenza anche i guadagni saranno inferiori.

Oltre al costo della licenza, che resta di gran lunga quello più importante, occorre aggiungere anche l’affitto e l’arredo del locale, l’acquisto delle apparecchiature tecnologiche, inclusi i computer con relativo software di gestione e di eventuali distributori automatici.

Un altro costo importante è sicuramente quello dei primi ordinativi e del personale, il cui numero dipende ovviamente dall’importanza e dall’estensione della superficie della farmacia.

Un farmacista che lavora come dipendente percepisce uno stipendio mensile come qualsiasi altro lavoratore.

Lo stipendio medio di un farmacista dipendente all’inizio si aggira sui 1.200/1.500 euro ma può aumentare con l’anzianità e anche grazie ai turni di notte e festivi che vengono retribuiti in modo più consistente.

Quanto rende una farmacia?

Se hai letto fin qui ora hai le idee più chiare sui costi e gli adempimenti necessari per aprire una farmacia.

Giustamente adesso ti starai chiedendo se è davvero un’opportunità di business interessante.

Calcolare in generale quanto possa essere il guadagno netto di una farmacia è praticamente impossibile.

I fattori in gioco sono talmente tanti che sarebbe come sparare numeri a caso.

Quello che è certo è che il lavoro, e quindi anche i fatturati, in questo settore non mancano mai.

I tuoi guadagni però dipenderanno dal fatturato di esercizio che sua volta è determinato dal luogo in cui è ubicata l’attività (città o paese, zona di passaggio oppure no, ecc.) e dai costi che dovrai sostenere.

Per fare dei calcoli precisi, l’unica cosa da fare è quella di realizzare prima possibile il business plan della tua attività.

Sui farmaci con ricetta il farmacista solitamente percepisce una percentuale che varia in base al costo del farmaco.

I rapporti tra farmacie e Servizio Sanitario Nazionale sono regolati da una convenzione stipulata tra Federfarma e le Regioni.

Mentre invece c’è sicuramente un ricarico maggiore sui prodotti vendibili senza prescrizione medica.

Aprire una farmacia: idee e consigli utili

Proprio per questo molte farmacie offrono anche molti prodotti alternativi, come omeopatici e di erboristeria, cosmetici, prodotti per l’igiene personale, integratori, prodotti per neonati e per la prima infanzia.

E servizi medici di vario tipo come la misurazione della glicemia, naturopatia, consulenze paramediche di vario tipo, ecc…

Oltre ad aprire un e-commerce e vendere i prodotti da banco anche online, un altro modo per aumentare il proprio fatturato può essere quello di offrire servizi aggiuntivi di vario tipo.

Oppure specializzarsi fortemente in un determinato settore (ad esempio prodotti naturali) e attirare così una clientela maggiore e non strettamente legata al territorio.

Se non hai grossi capitali da investire per rilevare una licenza o non ne vuoi sapere di dover partecipare a concorsi pubblici per l’assegnazione della licenza, l’alternativa c’è e si chiama aprire una parafarmacia.

In ogni caso prima di avviare qualsiasi tipo di attività dovresti valutare attentamente i costi, analizzare il mercato e la concorrenza e fare una previsione dei tuoi potenziali guadagni futuri.

La fase di startup è quella che presenta sicuramente le maggiori difficoltà e che troppe persone affrontano senza avere purtroppo le conoscenze adeguate.

Infatti per impostare una strategia di sviluppo vincente della tua attività, dovrai prima:

  • analizzare il mercato
  • analizzare la concorrenza
  • scegliere la location giusta
  • fare un business plan
  • trovare i finanziamenti necessari
  • costruire una strategia di marketing vincente
  • promuovere la tua attività
  • attrarre nuovi clienti
  • ecc…

Se vuoi capire meglio come trasformare la tua idea di business in un progetto concreto, non ti resta che dare un’occhiata a questa pagina e seguire passo dopo passo il mio metodo per avviare con successo la tua attività.

Non mi rimane che augurarti tutto il meglio per il tuo progetto imprenditoriale.

In bocca al lupo per il tuoi progetto!

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aprire un negozio di biciclette
Aprire un attività

Come aprire un negozio di bici di successo: la guida definitiva step by step

La bici è la tua passione?

Non vedi l’ora che arrivi il week end per metterti in sella alla tua bici e correre a pedalare?

E allora perché non trasformare questa passione in un vero e proprio lavoro?

Aprire un negozio di bici ti permetterebbe di fare della tua passione un’attività imprenditoriale a tutti gli effetti.

E’ arrivato il momento di passare dal dire al fare e intraprendere un’attività che ti permetta davvero di essere felice.

In questo articolo troverai tutte le informazioni necessarie per dare una risposta ai tuoi dubbi e aprire un negozio di bici di successo:

  • Perchè aprire un negozio di bici
  • Come aprire un negozio di bici
  • Cosa serve per aprire un negozio di bici
  • Quanto costa aprire un negozio di bici
  • La normativa e i requisiti necessari per aprire
  • Consigli e idee di business interessanti
  • Dove aprire il tuo negozio di bici
  • Quanto si guadagna con questa attività

 

Allora sei pronto a cambiare vita?

Si parte!

Perché aprire un negozio di bici

Aprire un negozio di bici è un’idea di business con ottime probabilità di successo.

Il ciclismo è uno sport che sta vivendo un momento magico, con migliaia e migliaia di appassionati in tutta Italia, come si può ben vedere sulle strade della nostra penisola ogni sabato e domenica.

Ma i motivi sono tanti e anche molto diversi tra loro.

Tralasciando lo sport a livello agonistico, che comunque in Italia ha avuto campioni di calibro mondiale, il nostro Paese si presta veramente molto bene alle escursioni in bicicletta grazie ai paesaggi naturali e ai tanti e meravigliosi piccoli borghi che lo caratterizzano.

Se quindi allarghiamo un attimo l’orizzonte e pensiamo anche all’attrattività che il cicloturismo in Italia può avere anche sui turisti provenienti da altri Paesi europei, puoi capire come le potenzialità di guadagnare con questa attività siano davvero molto ampie.

Sapevi che in Germania, per esempio, oltre 5 milioni di persone praticano questo sport, peraltro molto amato anche da francesi, olandesi, spagnoli e austriaci?

Popoli che non a caso sono molto attratti dalle bellezze del nostro Paese e sono ai primi posti come Nazioni di provenienza dei nostri turisti stranieri.

Come vedi i fattori positivi sono davvero parecchi e ci sono davvero tante buone probabilità che la tua passione possa trasformarsi davvero in un’attività redditizia.

 

Come aprire un negozio di bici

Bene, ma per passare dal dire al fare serve sapere prima di tutto cosa bisogna fare per aprire un negozio di bici.

Quali sono le attrezzature necessarie?

E quali sono i requisiti e gli adempimenti burocratici per aprire un negozio di bici? 

Inoltre è importante anche avere anche un’idea dei costi che comporta avviare un’impresa di questo tipo e fare qualche previsione sui tuoi futuri guadagni.

Insomma, la passione è quello che ti muove e che ti farà sembrare più leggero e piacevole il tuo lavoro, ma avviare un’attività non è uno scherzo ed è fondamentale definire bene i propri obiettivi imprenditoriali.

In questo post troverai tutte le informazioni pratiche utili per avviare questo tipo di attività, ma poi dovrai certamente passare all’azione iniziando a mettere nero su bianco il tuo Business plan.

Per capire meglio che cos’è un Business plan e come realizzarne uno, puoi leggere questo articolo che ti spiega passo dopo passo come fare un business plan efficace per la tua attività.

Cosa serve per aprire un negozio di bici

Per prima cosa dovresti decidere se aprire un negozio fisico o un negozio online.

Le due opzioni non si escludono automaticamente, ma dovendo partire da zero penso sia meglio sceglierne una e ampliare l’offerta commerciale in un secondo momento, quando l’attività principale sarà ben avviata.

Tutto si può fare, ma dipende anche dal tuo budget e dal tuo progetto imprenditoriale.

Concentriamoci per il momento sull’apertura di un negozio fisico.

In questo caso un aspetto fondamentale da analizzare è certamente il luogo fisico dove aprire, ma di questo ne parleremo più avanti.

L’altra cosa importante è decidere il tipo di negozio che vuoi avviare: solo di vendita o solo di riparazione, o entrambe le cose?

O magari anche noleggio?

Offrire più opzioni ai tuoi clienti potrebbe essere un vantaggio per i tuoi clienti, ma per decidere dovresti considerare anche gli sforzi economici che comporta una decisione piuttosto che un altra.

Se la tua scelta è quella di avere annessa un’officina dovrai quindi scegliere un locale piuttosto ampio o meglio ancora puntare su due locali comunicanti.

Dovrai inoltre possedere una serie di attrezzature, non particolarmente costose ma di diversi tipi, come pinze, tronchesi, chiavi di vario genere, cacciagomme per smontare i copertoni, smagliacatene, estrattori di pedivelle, estrattori di cassette posteriori, estrattori per ruote libere, tiraraggi, metro e calibro per misurare i ricambi, contafiletti e altre ancora…

Come vedi fornire assistenza comporta dei costi aggiuntivi rispetto alla vendita che devi assolutamente considerare.

Se personalmente non ti senti particolarmente portato per la riparazione, prima delle attrezzature può essere fondamentale cercare una persona specializzata che si occupi esclusivamente di questa attività.

Per quanto riguarda invece la vendita vera e propria, la prima scelta da fare è decidere se spaziare a 360 gradi o se specializzarsi e aprire un negozio di bici elettriche o solo di bici da corsa ad esempio.

Chi cerca un tipo particolare di bici potrebbe essere attratto da un negozio di bici altamente specializzato in quella particolare nicchia.

Però chi utilizza la bici da corsa magari potrebbe essere un appassionato anche di mountain bike (e viceversa)…

In ogni caso è molto importante che la scelta dei prodotti su cui specializzarsi non dipenda da una tua personale preferenza, ma dal risultato di un analisi approfondita del mercato e dei tuoi potenziali clienti.

Gli utilizzatori della mountain bike sono generalmente persone molto sportive e amanti delle alte prestazioni in località dove prevale lo sterrato, mentre la bici di corsa viene usata soprattutto per fare del cicloturismo su lunghi percorsi in prevalenza pianeggianti o per allenarsi.

La bici elettrica, che è la novità di questi ultimi anni, viene spesso preferita da persone che vogliono fare attività fisica senza dover impegnarsi in grandi sforzi.

Quindi prima di prendere qualsiasi decisione è fondamentale capire bene le potenzialità di ogni opzione, basandosi chiaramente su dati e ricerche reali.

Vuoi partire subito nel migliore dei modi per avviare la tua nuova attività?

Scarica subito il mio report gratuito e scopri quali sono gli errori assolutamente da non fare se vuoi avviare un business di successo!

 

come aprire un negozio di bici

Quanto costa aprire un negozio di bici

I costi per aprire un negozio di bici sono collocabili in una fascia media-bassa, con un investimento che può partire da circa 50.000 euro in su.

Ma in ogni caso dipende tutto dal tipo di attività che vuoi aprire.

Le spese più consistenti riguardano l’affitto dei locali (magazzino compreso) e l’acquisto dei prodotti da mettere in vendita.

Questi ultimi possono essere di fascia bassa, media o alta con variazioni di costi molto importanti tra l’una e l’altra.

Quindi ti consiglio di farti un’idea precisa sul tipo di fascia e sulle marche che vuoi privilegiare, sempre tenendo presente la clientela a cui pensi di rivolgerti.

Per limitare il rischio di riempirti il magazzino di prodotti che potrebbero restare invenduti, potresti esporre qualche esemplare offrendo poi la possibilità ai tuoi clienti di acquistare su ordinazione.

Altra cosa sono i costi di gestione, che riguardano soprattutto le bollette di luce e riscaldamento e gli eventuali addetti alla vendita o al reparto tecnico.

Dovrai poi considerare le spese di alcune figure professionali fondamentali per il successo della tua attività…

Il commercialista per la gestione della tua contabilità aziendale e soprattutto di un esperto di marketing che si occuperà della promozione della tua attività.

In caso non disponessi di molto capitale da investire, ti consiglio di leggere questo articolo dove spiego come ottenere finanziamenti a fondo perduto per la tua attività.

Per sapere quali sono disponibili e come fare a ottenerli ti consiglio di rivolgerti alla Camera di Commercio della tua zona di residenza.

Oppure potresti considerare di aprire un negozio di bici in franchising.

In questo caso l’investimento iniziale potrebbe essere inferiore (tra i 10.000 e i 40.000 euro) e entreresti a far parte di una catena già conosciuta sul mercato.

Per saperne di più, leggi il mio articolo su come aprire un’attività in franchising che ti spiega meglio tutti i vantaggi e gli svantaggi che questa scelta comporta.

Normativa e requisiti per aprire un negozio di bici

Come per qualsiasi attività commerciale, anche per aprire un negozio di bici non serve possedere un titolo di studio specifico.

E’ ovvio però, che essere informati e aggiornati sul settore in cui si va a operare costituisce una maggiore garanzia di successo.

Anche l’iter burocratico è quello tipico di chi apre un negozio al dettaglio e prevede questi passaggi:

  • dichiarazione di inizio attività presso il Comune di residenza
  • apertura della partita Iva
  • iscrizione al Registro Imprese presso la Camera di Commercio
  • iscrizione Inps e Inail

Per quanto riguarda i locali in cui si svolge l’attività dovranno essere a norma e possedere tutti i requisiti igienico-sanitari e di sicurezza previsti dalla normativa vigente.

Come aprire un negozio di bici di successo: idee di business

Se sei un’appassionato di bici, questo è un buon punto di partenza.

Ma per avere successo e iniziare a guadagnare con la tua nuova attività, purtroppo la passione non basta!

Ecco alcune idee per trasformare la tua idea in un business redditizio.

Aprire un negozio di bici specializzato

Dato che sarà difficile concorrere con le grandi catene specializzate in articoli sportivi, è più facile che avrai successo se ti specializzi in un particolare settore.

Non sta a me dirti quali tipologie di bici vendere, anche perché solo tu puoi conoscere la zona in cui deciderai di posizionarti e la tua potenziale clientela.

Quello che voglio dirti è solamente che avrai tanto più successo quanto più verrai percepito sul mercato come un punto di riferimento per un particolare prodotto.

Offrire più servizi alla clientela

Uno dei problemi che le persone hanno dopo aver acquistato un prodotto è a chi rivolgersi per eventuali problemi che necessitano interventi di riparazione.

Questo è tanto più vero nel caso delle biciclette, che devono essere sottoposte a manutenzione se si vuole che si mantengano efficienti e non lascino per strada i malcapitati ciclisti.

Abbinare un buon servizio di assistenza a quello di vendita ti permetterà di aumentare i tuoi guadagni e fidelizzare la clientela.

Abbinare l’attività di negozio di bici con altro

Negli ultimi anni stanno avendo molto successo quelle attività commerciali dove si offrono servizi anche molto diversi tra loro.

Ad esempio in un ambiente che si presta particolarmente per il cicloturismo, potresti aprire un bar o aprire un bed & breakfast per ciclisti dove fermarsi per bere e mangiare qualcosa e riposarsi.

In questo caso è utile che tu ti prepari a diventare un punto di informazione turistica sul percorso e sul territorio circostante.

Un’altra idea potrebbe essere quella di organizzare dei tour o delle escursioni guidate ai tuoi clienti.

Cerca di offrire sempre un valore aggiunto e le persone sceglieranno te, invece che i tuoi concorrenti.

Se vuoi imparare a pubblicizzare la tua attività in modo efficace, scopri il mio sistema di acquisizione clienti!

Aprire un negozio di bici usate può essere un’idea per avviare un negozio con un investimento più contenuto e differenziarsi dalla concorrenza.

Ovviamente dovrebbe trattarsi di un negozio di bici di marca e in buono stato di conservazione, per cultori dell’oggetto “bicicletta” che amano cambiare di tanto in tanto modello e provare nuove esperienze.

O magari potresti offrire un servizio di bici a noleggio lungo termine o di bike sharing, in linea con le ultime tendenze del momento.

aprire un negozio di bici

Dove aprire un negozio di bici

Penso che tu abbia già capito che la scelta della località in cui andrai ad aprire la tua attività è di fondamentale importanza.

Aprire un negozio di biciclette in una grande città dovrebbe offrirti una potenziale clientela molto ampia, ma potrebbe anche avere delle controindicazioni.

Nelle grandi città come Roma e Milano infatti c’è molto traffico e se non ci sono spazi adeguati, probabilmente le persone non saranno troppo inclini a spostarsi in bicicletta.

Meglio forse una città di medie dimensioni, dove le persone sono più portate a utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto.

Una buona idea potrebbe essere quella di posizionarsi vicino a particolari luoghi di interesse, come parchi naturali o percorsi culturali.

Se studi la cartina delle ciclovie che trovi sul sito del Ministero delle Infrastrutture, ti puoi fare un’idea più precisa su dove posizionare la tua attività anche in base poi alla natura del territorio prescelto (montuoso, pianeggiante, più o meno turistico, ecc.).

Ti consiglio quindi di raccogliere quindi il maggior numero di informazioni possibile sulla zona per mettere a punto il tuo progetto di business: non solo le caratteristiche naturali e gli aspetti turistici, ma anche da chi è frequentato in prevalenza e se ci sono particolari normative a livello locale che riguardano questo settore.

In ogni caso valuta bene la concorrenza e cerca di offrire qualcosa di innovativo e dare un valore aggiunto ai tuoi clienti.

Come promuovere la tua attività

Leggendo questo post probabilmente avrai iniziato a ragionare su che tipo di attività aprire, che servizi offrire, calcolare i costi e i ricavi e quale zona potrebbe essere più indicata per aprire il tuo negozio di bici.

Insomma, il tuo progetto sta cominciando a prendere davvero forma!

Ora sei davvero davvero a buon punto, ma manca ancora un aspetto importante…

Come promuovere la tua attività?

Se vuoi davvero avviare un’attività redditizia, devi innanzitutto focalizzarti su coloro che saranno la linfa vita del tuo business: i tuoi clienti!

Per raggiungere questo obiettivo dovrai studiare accuratamente le loro abitudini e le loro preferenze.

Solo così potrai realizzare un’offerta commerciale ad hoc per soddisfare veramente le loro esigenze…

Solo dopo un’attenta analisi potrai pianificare le strategie più efficaci per conquistare la tua fetta di mercato.

Evita di fare come molti imprenditori che pensano di fare da se e finiscono solamente col perdere solo un sacco di tempo e di soldi.

Non fare come loro e cerca di evitare di perdere tutti i tuoi soldi!

Scarica subito la mia guida avanzata e scopri come avviare con successo la tua attività.

In ogni caso presta la massima attenzione a questo aspetto e inizia a preoccupartene assolutamente prima di avviare l’attività.

Il marketing è la linfa vitale di qualsiasi business e sarà sicuramente determinante per il successo del tuo progetto imprenditoriale.

Quanto si guadagna con un negozio di bici

La bicicletta è la moda del momento!

Basta girare per le strade di alcune zone per toccare con mano quante persone sono appassionate di questo sport…

Il nostro Paese, a differenza dei Paesi nord europei, non ha una tradizione di uso della bicicletta come mezzo abituale di trasporto.

Ma le cose stanno pian piano cambiando e inoltre l’Italia ha molti luoghi che si prestano perfettamente al suo utilizzo.

Piccoli borghi immersi nel verde, parchi naturali, passeggiate in riva al fiume, al lago, al mare o in montagna, luoghi che si prestano per essere visitati e gustati al meglio con un mezzo come può essere la bicicletta.

Per tutti questi motivi aprire un negozio di bici può essere davvero un’ottima idea imprenditoriale da sviluppare in questo momento.

Non pensare però che i guadagni saranno immediati!

Come per qualsiasi attività imprenditoriale dovrai infatti mettere in conto un periodo di avviamento in cui avrai solo spese e pochissime entrate.

Per questo è fondamentale fare un business plan almeno per i primi 3 anni di avviamento.

Cosa aspetti?

Fallo subito!

Con il tuo business plan potrai avere delle previsioni basate su dati concreti e calcolare costi e ricavi e le tue potenzialità di guadagno.

Come sempre nulla va lasciato al caso, altrimenti il rischio di fallimento è quasi certo.

Conviene aprire un negozio di bici?

Se hai letto questo post fino a qui avrai capito che tra il dire “vorrei aprire un negozio di bici” e farlo per davvero, c’è in mezzo tanto lavoro.

Spesso la passione può essere la molla che spinge ad avviare un’impresa, ma poi occorrono studio, impegno e determinazione perché un’attività abbia veramente successo.

Con questo non voglio assolutamente scoraggiarti, ma solo evitarti problemi in futuro.

Aprire un negozio di bici conviene davvero se saprai cogliere i reali bisogni del mercato e sfruttare le giuste strategie di marketing.

Ecco alcune cose che saranno determinanti per la buona riuscita del tuo progetto:

  • individuare la location più adatta
  • conoscere a fondo il tipo di clientela a cui rivolgerti
  • scegliere la nicchia di prodotti in cui specializzarti
  • testare l’idea di business giusta per avere successo
  • implementare le strategie di marketing più efficaci per promuovere la tua attività

Ora che siamo arrivati alla fine di questo articolo ho una domanda per te.

Qual’è la tua idea di business e come intendi svilupparla?

Se non vuoi rischiare di buttare i tuoi soldi in un progetto fallimentare devi però innanzitutto avere un piano strategico di sviluppo del tuo business e imparare ad affrontare le sfide che ti troverai ad affrontare come imprenditore nella fase di avviamento della tua attività:

  • analizzare il mercato
  • analizzare la concorrenza
  • scegliere la location giusta
  • fare un business plan
  • trovare i finanziamenti necessari
  • costruire una strategia di marketing vincente
  • promuovere la tua attività
  • attrarre nuovi clienti
  • ecc…

In ogni caso per fare un piano di marketing occorrono sicuramente conoscenze specifiche ed esperienza.

Impara le migliori strategie per avviare un’attività di successo.

Ora tocca a te decidere se continuare a sognare oppure iniziare a fare sul serio e dare una svolta alla tua vita.

Coltiva le tue passioni, credi nelle tue idee, impegnati a fondo e riuscirai sicuramente a raggiungere i tuoi obiettivi.

Buona fortuna!

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Come diventare Wedding Planner in Italia: la guida completa definitiva

Come diventare wedding planner?

Se la passione per l’organizzazione degli eventi e il fiuto per il business non ti mancano forse sei davvero la persona giusta per intraprendere questa carriera.

Sarà per le emozioni che regala ogni matrimonio, o forse sarà per i guadagni elevati che si possono ottenere grazie a questa attività…

In ogni caso per rendere il matrimonio “il giorno più bello di tutta la vita”, bisogna che sia un giorno davvero speciale.

Tutto deve filare a puntino e soprattutto gli sposi devono pensare solo a goderselo, senza stress e senza ansie da eventuali imprevisti.

Ecco perché sempre più persone decidono di affidare l’organizzazione del proprio matrimonio ad una wedding planner.

Se hai colto anche tu le potenzialità di questo mercato e vuoi diventare wedding planner di successo, questo è l’articolo che fa per te!

Leggilo fino in fondo e riceverai tutte le informazioni che stavi cercando…

Scopriremo insieme quali sono le reali opportunità del settore dell’organizzazione di matrimoni in Italia, chi è veramente e cosa fa un wedding planner, come diventare wedding planner con e senza corsi dedicati, quanto costa avviare l’attività e le reali potenzialità di guadagno per te che ti appresti a lanciarti in questo business milionario.

Si parte!

 

Come organizzare matrimoni in Italia: il mercato italiano

Se stai pensando di lanciarti in questa nuova attività, uno dei tuoi chiodi fissi sarà probabilmente questo…

Il mercato dei matrimoni è ancora fiorente in Italia?

Anche se rispetto a 10-15 anni fa i matrimoni in Italia sono in calo, questo non vuol dire che non ci siano buone opportunità in questo settore.

Proprio per questo motivo infatti, chi si sposa lo fa con maggiore convinzione e con il sogno che quel giorno sia veramente “il giorno perfetto”, ed è quindi disposto a investire di più per realizzare il sogno di una vita.

Inoltre, anche se il matrimonio tradizionale è meno frequente, è anche vero che la legge italiana oggi rende possibile nuove modalità di ufficializzare la vita di coppia, come le cosiddette unioni civili.

Anche chi sceglie un’unione più “alternativa” può affidarsi ad un wedding planner per celebrare la propria cerimonia nel miglior modo possibile.

Inoltre possiamo sicuramente dire che nel Bel Paese esiste una fetta consistente e molto promettente di turismo matrimoniale.

Sto parlando infatti di turisti provenienti da tutto il mondo, che scelgono location da cartolina come la Toscana, Venezia o il Lago di Como per festeggiare il loro giorno speciale.

Un business nel business, relativamente recente e sempre più in crescita, che ha fatto la fortuna di tantissimi giovani wedding planner in Italia!

Un consiglio spassionato?

Organizzare matrimoni in Italia per stranieri è qualcosa che che dovresti sicuramente tenere in considerazione se stai pensando di diventare wedding planner.

Come diventare wedding planner in Italia

Molte persone non hanno ben chiaro come diventare wedding planner, soprattutto perchè si tratta di una figura abbastanza nuova e non esiste perciò un indirizzo di studi specifico.

Ma allora diventare wedding planner è una fortuna di pochi?

Per diventare wedding planner è necessario un corso specifico? Dei libri? O un’attestato?

O forse ci si può semplicemente improvvisare e poi staccare fatture da 10.000€ a matrimonio?

Ovviamente meglio di no!

Pur non essendoci nessun obbligo di certificazioni o di frequentare un corso specifico potrebbe essere il caso di frequentarne uno.

Se vuoi semplicemente trovare lavoro come wedding planner puoi dare un’occhiata agli annunci su jooble.org

Se invece vuoi avviare la tua attività, ti consiglio di scaricare subito il mio report gratuito per partire con il piede giusto!

Ok però, ora probabilmente ti starai chiedendo, cosa serve esattamente per diventare wedding planner ?

Scopriamolo subito insieme…

 

Normativa e documenti necessari per diventare wedding planner

Che tu voglia diventare wedding planner a Roma, Milano, Torino, Napoli o Firenze, poco cambia…

Per esercitare l’attività di wedding planner è necessario, come per qualsiasi attività da libero professionista, aprire una partita Iva.

Occorre inoltre iscriversi al Registro Imprese della Camera di Commercio, all’Inps e all’Inail.

Per approfondire questo aspetto puoi leggere anche la mia guida dedicata su come aprire una partita iva.

Inoltre, per avere maggiore credibilità nei confronti dei tuoi potenziali clienti, puoi puntare a ottenere una speciale certificazione.

Si tratta di una novità messa in campo da alcune associazioni di categoria, che hanno scelto di dare ai propri associati la possibilità di iscriversi nel Registro dei Professionisti certificati secondo le normative europee.

Per accedere all’esame, superato il quale si ottiene la certificazione, occorre possedere questi requisiti:

  • diploma di scuola media superiore o laurea
  • percorso formativo da 80 a 24 ore (a seconda dell’esperienza lavorativa)
  • esperienza lavorativa di 1 anno (80 ore di corso), di 2 anni (60 ore di corso), di 5 anni (24 ore di corso)
  • presentazione di 3 progetti svolti durante l’attività lavorativa (attenzione, però, servono documenti che ne provino l’effettivo svolgimento)

In realtà la certificazione non è indispensabile per esercitare l’attività, ma potrà esserti d’aiuto soprattutto all’inizio della tua carriera se vuoi avere maggiore credibilità e diventare una wedding planner di successo.

 

Corsi per diventare wedding planner: servono davvero?

Anche se come per qualsiasi altra professione leggere dei libri e frequentare dei corsi può dare una marcia in più, è certamente possibile diventare wedding planner senza corsi.

In realtà i corsi per diventare wedding planner sono obbligatori solo se vuoi ottenere la certificazione di qualità.

Ma non hai già un’esperienza in questo campo, in qualche modo dovrai iniziare a muovere i primi passi e un corso per wedding planner potrebbe essere la soluzione giusta per te.

In ogni caso fai attenzione a scegliere i corsi giusti!

E’ facile infatti imbattersi in proposte poco qualificate e che risulterebbero quindi inutili.

Esistono diversi corsi privati che puoi frequentare per diventare wedding planner e che puoi frequentare se lo ritieni opportuno.

Per maggiori informazioni ti consiglio di rivolgerti alle principali associazioni di categoria, come l’Associazione Wedding Planners e l’ Associazione Europea Wedding Planners Professionisti.

Prima di spendere i tuoi soldi però ti consiglio di cercare di capire meglio da te se ne hai realmente bisogno.

Prova ad esempio a realizzare un piccolo sondaggio tra amici e conoscenti già sposati o che hanno in programma di farlo per capire quali sono i desideri e le paure dei protagonisti di questo giorno indimenticabile.

Il sondaggio ti servirà per stendere due liste, quella dei desideri e quella delle difficoltà, che ti aiuteranno a capire meglio gli aspetti critici principali che dovrai saper gestire nella tua futura attività.

Naturalmente anche partecipare in prima persona a qualche cerimonia ti permetterà di osservare per apprendere il più possibile le dinamiche operative dell’organizzazione di un matrimonio.

Fare delle esperienze nel settore in cui hai scelto di lavorare è sempre utile per trarre qualche insegnamento.

Cosa fa un wedding planner?

Ma cosa diavolo fa esattamente un wedding planner?

In realtà si tratta di una figura complessa, che svolge diverse mansioni e a cui sono quindi richieste svariate competenze.

E’ importante che tu abbia ben chiare tutte le varie sfaccettature di questa figura, anche per capire se corrisponde a quello che vuoi fare veramente.

La definizione di wedding planner viene dagli Stati Uniti, dove è abituale affidarsi a questa figura professionale per ogni matrimonio.

Tutto parte da un incontro preliminare con i futuri sposi (o la futura coppia, nel caso delle unioni civili) a cui potrebbero partecipare anche i genitori di uno o di entrambi i componenti.

Durante questo incontro il wedding planner deve cercare di capire che cosa vogliono esattamente i futuri sposi per rendere davvero perfetto il loro giorno più bello.

Questo aspetto è davvero fondamentale perchè è proprio sulla base di questo che dovrai impostare tutta la strategia e la pianificazione per rendere la loro cerimonia impeccabile e memorabile.

Potrebbe darsi che a questo riguardo emergano dei contrasti tra di loro, o tra loro e i rispettivi genitori.

In questo caso, avere un’infarinatura di psicologia e di tecniche di mediazione potrà sicuramente esserti d’aiuto per risolvere i conflitti e condurre la coppia serenamente verso il traguardo.

Ricordati, loro si rivolgono a te per evitare discussioni e stress…

Dovrai essere in grado di gestire al meglio ogni situazione di questo tipo e sarai quindi determinante per evitare qualsiasi tipo di frizione tra di loro.

Ma potrebbe anche darsi che in realtà i tuoi clienti non abbiano idee, o perché non particolarmente dotati di fantasia, o perché non hanno tempo da dedicare alla preparazione dell’evento.

In questo caso si aspetteranno che sia tu a fare delle proposte ed è bene quindi che tu abbia preparato una lista di idee da sottoporre alla loro approvazione.

diventare wedding planner

Voglio diventare un wedding planner: cosa farò esattamente?

Una volta chiariti quali sono i desideri e le aspettative dei tuoi clienti, il secondo passo sarà quello di trovare una location adatta allo scopo. Oltre al classico ristorante, negli ultimi anni molte ville antiche e location particolari, come castelli o parchi, sono state riconvertiti a questo uso.

Ti consiglio quindi di crearti una mappa con le caratteristiche di ciascuno dei possibili luoghi e anche sull’eventuale lista d’attesa.

Più sono belli e gettonati, più è probabile che l’attesa sia lunga!

Individuata la cornice dell’evento, dovrai occuparti di individuare i fornitori:

  • il fioraio per le decorazioni
  • il fornitore di catering
  • il fotografo
  • il personale di sala
  • il complesso musicale
  • altre figure per l’intrattenimento degli ospiti
  • ecc…

Anche in questo caso è bene che tu abbia un elenco di fornitori che ti permetta di spaziare non solo in base ai gusti e alle capacità di spesa dei tuoi clienti, ma anche di poter ricorrere a un altro fornitore nel caso quello prescelto non sia disponibile nel giorno stabilito.

Avere una rete di contatti fidati a cui rivolgerti per tutte queste cose, sarà davvero determinante per il successo del tuo lavoro.

Arrivato il grande giorno, sarai tu il regista della cerimonia: se ti viene richiesto, dovrai quindi essere presente e fare in modo che tutto fili liscio, scaricando così gli sposi e i loro invitati da qualsiasi incombenza.

Questo ruolo richiede un grande capacità di “problem solving”, che significa restare calmi anche qualora si presentassero dei problemi imprevisti e essere in grado di trovare soluzioni immediate.

Cosa fa un wedding planner

Altri compiti di cui dovrai occuparti sono la pianificazione della lista nozze e della luna di miele, aiutare gli sposi nella scelta dei loro abiti nuziali, fino all’organizzazione dell’addio al celibato e al nubilato.

Come vedi, il lavoro per un wedding planner non manca mai!

Ricapitolando, ecco cosa fa un wedding planner:

  • concorda e programma l’evento in tutti i suoi dettagli
  • cerca la location più adatta
  • individua i fornitori e tratta con loro
  • organizza le tempistiche e fornitori vari
  • fa la regia della cerimonia
  • pianifica la lista nozze
  • organizza la luna di miele
  • organizza l’addio al nubilato e al celibato
  • assiste gli sposi nella scelta degli abiti

 

Quanto costa diventare wedding planner

Se hai letto attentamente fino a qui dovresti avere un’idea abbastanza precisa delle attività principali svolte da un wedding planner.

Ora vediamo quanto costa diventare wedding planner e le spese che dovrai sostenere per metterti in proprio e avviare la tua nuova attività.

Ecco per te una buona notizia!

Avviare un’attività di wedding planner non comporta assolutamente grossi investimenti.

Un ufficio può essere utile, ma non è indispensabile…

Spesso i clienti vogliono essere incontrati presso la loro abitazione.

Se questo non fosse possibile, in alternativa potresti rivolgerti a strutture che affittano sale riunioni una tantum o farti ospitare da qualche fornitore di fiducia che dispone di locali adeguati allo scopo.

Lui avrà maggiore visibilità gratuita e tu il tuo ufficio a costo zero!

Un computer con una connessione a internet, un mezzo di trasporto e un telefono cellulare saranno i tuoi strumenti di lavoro fondamentali.

Oltre alle spese per l’apertura della partita Iva e del commercialista, ti consiglio soprattutto di stanziare il budget necessario per impostare da subito la migliore strategia di marketing per trovare nuovi clienti per la tua attività.

E’ proprio quest’ultimo infatti l’aspetto più difficile per chi si appresta ad avviare questo genere di attività, che troppo spesso invece viene sottovalutato.

Non aver paura di investire oggi, perchè se investi bene raccoglierai poi i frutti domani!

Ed è proprio questo aspetto su cui ti dovrai concentrare maggiormente se vuoi davvero avviare un’attività redditizia.

Diventare wedding planner: guadagni reali

Ora che hai capito perfettamente che come diventare wedding planner, è arrivato il momento di parlare dei guadagni che puoi aspettarti se decidi di intraprendere questa attività.

Già immagino che dopo aver letto tutto questo articolo, ora ti starai chiedendo…

Ma quando guadagna un wedding planner?

Per provare a quantificarlo potresti creare a titolo esemplificativo alcuni “pacchetti” da offrire ai tuoi potenziali clienti.

A questo proposito puoi prendere il mio elenco delle attività che può svolgere un wedding planner e prepara delle offerte combinandole insieme in modi differenti.

Potrebbe esserci un “pacchetto base” con le attività minime indispensabili a un costo più ridotto, per poi arrivare a proposte via via più articolate e dai costi ovviamente maggiori.

Un modo per aumentare i tuoi guadagni o chiudere clienti con un budget minore, può essere quello di concordare con i singoli fornitori una percentuale sul pagamento del servizio che gli hai procurato.

In conclusione, un wedding planner guadagna anche qualche migliaio di euro a matrimonio (generalmente tra i 1.500 e i 10.000€), tutto dipende dal target di clientela e dai servizi richiesti.

Inoltre sarà fondamentale anche la tua abilità di trattare coi fornitori una percentuale di guadagno sui servizi che offriranno grazie alla tua mediazione.

Per avere chiaro le spese che dovrai sostenere e dei ricavi che potrai ottenere, ti consiglio di imparare come fare un business plan.

come diventare wedding planner

Come diventare un wedding planner di successo

Anche se ci vuole sicuramente un po’ di fortuna e tanto lavoro per diventare una star come Enzo Miccio, la tua attività di organizzazione di matrimoni potrà comunque darti davvero delle grandi soddisfazioni.

In ogni caso…

Se vuoi avviare con successo la tua attività di wedding planner devi assolutamente avere un piano ben preciso.

Per esempio, che per avviare un’attività di successo devi prima analizzare la concorrenza e comprendere il tuo mercato di riferimento.

Inoltre non mi stancherò mai di ripeterlo: è fondamentale offrire realmente valore ai propri clienti!

 

Trovare i fornitori per organizzare il matrimonio perfetto

Quello dei fornitori è un aspetto molto delicato a cui dovrai dedicare tempo e attenzione.

Eviterai così sicuramente di rischiare figuracce per colpe che non sono tue!

Informati bene su coloro che dovranno collaborare con te…

Il mondo è pieno di fiorai e di fotografi, ma tu non vuoi un fioraio o un fotografo qualunque. Vero?

Quindi prima di fare una scelta cerca di conoscere bene le persone con cui ti troverai a lavorare fianco a fianco.

Cerca di avere più fornitori per ogni tipo di servizio!

Questo ti esporrà meno al ricatto (“può contare solo su di me, quindi deve accontentarsi”) e ti sarà utile quando avrai più eventi che si svolgono tutti nello stesso giorno e magari negli stessi orari.

Come promuovere la tua attività di wedding planner

Questo è sicuramente un punto fondamentale per il futuro della tua attività!

Puoi offrire il servizio migliore di tutti, ma se nessuno lo sa non servirà a niente.

Una presenza costante online e un buon sito internet, dove pubblicizzare la tua attività e i tuoi servizi, sono fondamentali.

Ma questo non basta…

Oggi esistono diverse strategie di marketing che ti garantiscono una platea potenzialmente illimitata di clienti.

E non dimenticare che in Italia abbiamo luoghi bellissimi che all’estero ci invidiano e che spesso vengono scelti da coppie straniere per coronare il loro sogno.

Se vuoi raggiungere anche questi clienti dovrai quindi assolutamente promuovere la tua attività anche utilizzando le lingue straniere più diffuse, o per lo meno la lingua inglese.

Diventare wedding planner conviene?

Se hai letto fin qui questo articolo lunghissimo che è un vero e proprio manuale su come diventare wedding planner, avrai sicuramente capito le grandi potenzialità di questo mercato.

Se ti stai ancora domandando se convenga o meno per te avviare questo tipo di attività, devi innanzitutto chiederti se questa è un’attività che rispecchia la tua personalità.

La domanda corretta che dovresti farti infatti è se diventare wedding planner conviene per te e per le tue specifiche necessità.

Se non ami avere a che fare con le persone per esempio, è meglio che pensi a qualche altra idea di business che sia più adatta al tuo carattere.

A questo proposito ti consiglio di leggere il mio articolo dove troverai diverse idee di business interessanti e a cui potrai ispirarti.

Se invece non vedi l’ora di avviare la tua attività di wedding planner, ti do alcuni spunti conclusivi su cui riflettere…

Vantaggi e svantaggi di diventare wedding planner:

  • è un’attività che non richiede grossi investimenti iniziali
  • la concorrenza è sicuramente aumentata negli ultimi anni, ma è un ostacolo con cui ti scontri in qualsiasi attività
  • i matrimoni sono in diminuzione, ma aumentano altre forme di legalizzazione delle unioni che vengono celebrate e festeggiate
  • aumentano anche i divorzi e alcuni celebrano anche questa tappa che una volta veniva vissuta in modo più riservato e oggi invece viene vista come un nuovo inizio da festeggiare
  • l’attività di wedding planner richiede diverse abilità e competenze, in particolare capacità di ascolto e di mediazione, capacità organizzativa e di “problem solving”, ma anche creatività e gusto
  • il mercato è assolutamente in crescita e lo sarà probabilmente per i prossimi anni

 

Dopo aver riflettuto l’ultimo consiglio che posso darti è quello di passare all’azione prima che lo faccia qualcun’altro al posto tuo!

Il futuro è dietro l’angolo e soltanto tu sei responsabile per quello che ti riserverà il domani.

Dipende tutto da te…

Qualsiasi sia il tipo di attività che vuoi avviare, ci sono dei passaggi che saranno determinanti per la buona riuscita del tuo progetto.

La fase di startup è infatti quella che racchiude le maggiori difficoltà e che troppe persone affrontano senza prepararsi adeguatamente.

Se vuoi imparare in modo facile, veloce e sicuro come trasformare la tua idea di business in progetto reale e profittevole nel più breve tempo possibile, trovi tutto quello che ti serve nella mia guida avanzata: Come Creare un Business di Successo.

Imparerai in pochissimo tempo come fare un’analisi di mercato, differenziarti dai tuoi concorrenti, realizzare un business plan efficace e creare un’offerta commerciale che soddisfi realmente i bisogni dei tuoi futuri potenziali clienti.

Grazie a queste conoscenze sarai in grado di prendere giorno dopo giorno le decisioni giuste e trasformare il tuo progetto in realtà!

Ora tocca soltanto a te metterti al lavoro.

Un grande in bocca al lupo per i tuoi progetti!

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aprire un azienda agricola
Aprire un attività

Come aprire un’azienda agricola di successo: la guida completa definitiva

Aprire un’azienda agricola è il tuo sogno?

Coltivare frutta e verdura e allevare capi di bestiame, stare in mezzo alla natura, lontano dal caos e dall’inquinamento della città…
Avviare un’attività nel settore agricolo è un’idea imprenditoriale che seduce ogni giorno sempre più giovani perché permette di avere guadagni interessanti e lavorare in mezzo alla natura grazie alla propria passione.
Se il tuo sogno è quello di diventare agricoltore e avviare la tua azienda agricola, questo è l’articolo che fa per te!
Vedremo insieme la normativa italiana e i requisiti e le attrezzature necessarie per aprire un’azienda agricola, le potenzialità del mercato, i costi di avviamento e i guadagni realizzabili, ma soprattutto come aprire un’azienda agricola di successo sfruttando alcune idee di business interessanti che potrai sviluppare.
In questa guida troverai davvero tutte le informazioni che stavi cercando per aprire un’azienda agricola nel migliore dei modi.
Allora sei pronto?
Iniziamo!

Perché conviene aprire un’azienda agricola

Il mercato agroalimentare in Italia negli ultimi anni ha registrato nuovi record, con fatturati di oltre 130 miliardi di euro.

I consumatori sono sempre di più alla ricerca di cibo di qualità e di prodotti coltivati rispettando l’ambiente e la salute umana, facendo crescere la richiesta di coltivazioni di agricoltura biologica e prodotti a km 0.

Inoltre c’è sempre più richiesta anche di prodotti particolari come lo zafferano come spezia di lusso o la bava di lumaca per cosmetici e integratori naturali.

Prodotti che vengono venduti a cifre interessanti e che attraggono sempre più investitori in questo settore.

A questo proposito ti consiglio di leggere la guida su come aprire un allevamento di lumache.

Come vedi le potenzialità di questo settore sono davvero interessanti!

Per ottenere il massimo dalla tua attività dovrai però adattare la tua idea imprenditoriale alla realtà del mercato odierna e studiare un business model innovativo e redditizio.

Attenzione però a non cadere nelle solite trappole che fanno fallire 9 imprenditori su 10!

Scarica subito il mio report gratuito e scopri come non fare anche tu gli stessi errori.

In ogni caso, se vuoi capire meglio come aprire un’azienda agricola, devi innanzitutto comprendere come funziona la normativa e sapere come soddisfare i requisiti richiesti per poter iniziare le attività.

E allora vediamoli subito insieme!

 

Come aprire un’azienda agricola: normativa e requisiti necessari

Per aprire un’azienda agricola devi senza ombra di dubbio avere esperienza e competenza nelle tecniche di allevamento o coltivazione dei prodotti.

Infatti secondo la normativa italiana, per aprire un’azienda agricola devi avere un’esperienza nel settore come dipendente di almeno tre anni e devi avere una laurea o un diploma superiore in agricoltura o simili.

Ogni regione italiana ha però una sua normativa specifica che regolamenta le professioni legate all’agricoltura e ne definisce gli adempimenti e i requisiti necessari.

Ad esempio se vuoi aprire un’azienda agricola in Emilia Romagna, in Abruzzo, in Lombardia o in Campania, dovrai studiare le leggi regionali locali specifiche che regolamentano il settore agricolo.

La normativa e i documenti necessari per aprire un’azienda agricola

Se possiedi già i requisiti necessari di esperienza ed il titolo di studio, puoi iniziare l’iter burocratico per aprire la tua azienda agricola.

Ecco cosa devi fare per diventare un’imprenditore agricolo:

  • richiedi la partita iva all’Agenzia delle Entrate del territorio in cui intendi stabilire la sede della tua attività
  • iscriviti al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio locale
  • apri la tua posizione previdenziale presso l’INPS
  • comunica all’Ufficio Comunale preposto l’inizio della tua attività imprenditoriale
  • richiedi i certificati di idoneità alle normative di igiene e sicurezza all’ASL e ai Vigili del Fuoco di competenza

Tutta la modulistica necessaria per l’apertura della tua partita iva, la puoi trovare sui siti dell’Agenzia delle Entrate e della Camera di Commercio.

Se vuoi semplificarti la vita, attraverso il sito ComUnica puoi svolgere tutti gli adempimenti necessari per l’apertura della partita iva e risparmiare cosi tempo e denaro utili allo sviluppo del tuo progetto imprenditoriale.

Se intendi aprire un’azienda agricola e vendere direttamente al pubblico alimenti o utilizzare le materie prime per preparare il cibo come nel caso in cui tu volessi aprire un agriturismo, sarà necessario frequentare un corso Haccp sull’igiene alimentare, proprio come se stessi per aprire un ristorante.

In questo caso dovrai seguire lezioni di teoria sulla conservazione del cibo e l’igiene in cucina, e alla conclusione del corso dovrai superare un esame.

Otterrai così l’attestato necessario per la preparazione e la somministrazione al pubblico di alimenti.

Come per tutte le imprese, le norme vigenti richiedono inoltre che tu debba tenere libri contabili e registrare le fatture in entrata e uscita.

Inoltre dovrai tenere annotazione di tutti i trattamenti effettuati e la tracciabilità dei  prodotti nel tuo Quaderno di Campagna.

Se vuoi aprire un’azienda agricola biologica dovrai poi ottenere una certificazione ad hoc e ricevere un’ispezione annuale di esperti del settore che controlleranno che non vengano usate sostanze chimiche.

come aprire un azienda agricola

Quali sono le attrezzature necessarie per aprire un’azienda agricola

Cosa serve per aprire un’azienda agricola?

Quali sono le attrezzature e i prodotti necessari?

Scopriamolo subito insieme!

Per aprire un’azienda agricola avrai bisogno di parecchie cose, ma le attrezzature necessarie variano indubbiamente a seconda del tipo di attività che hai intenzione di intraprendere e della grandezza del terreno da coltivare o del numero di capi di bestiame che vuoi allevare.

Ecco un elenco delle attrezzature necessarie per avviare un’azienda agricola:

  • un terreno coltivabile o adatto al pascolo degli animali
  • una stalla per custodire gli animali di notte o durante i mesi freddi
  • un deposito per le attrezzature e i macchinari
  • un deposito per il mangime degli animali o per i concimi e i fertilizzanti
  • un area di stoccaggio merci adatta alla conservazione dei prodotti della terra e degli alimenti
  • alcune serre tunnel per la coltivazione degli ortaggi nei periodi più rigidi
  • un sistema di irrigazione a gocce
  • un frutteto dedicato alle specie minori come fichi, melograni e frutta del genere
  • dei recinti per l’allevamento, suddivisi per tipologia di animale
  • un trattore
  • una trebbiatrice
  • attrezzi vari per la coltivazione di frutta e verdura
  • prodotti per la concimazione
  • prodotti antiparassitari
  • mangimi per gli animali

Obiettivamente questo è solo un esempio in quanto esistono centinaia di attrezzi e non possiamo di certo elencarli tutti…

Alcuni possono essere superflui se vuoi dedicarti a colture particolari, oppure potresti aver bisogno di macchinari specifici a seconda del tipo di coltura o allevamento che gestirai come agricoltore.

Per questo motivo ti consiglio di definire fin da subito cosa vorrai produrre e pensare poi alle attrezzature necessarie, calcolando i relativi costi e ricavi e l’opportunità di investire o meno in quel tipo di attività. 

Quanto costa aprire un’azienda agricola

Come per le attrezzature necessarie, anche determinare l’investimento per aprire un’azienda agricola a priori è assolutamente impossibile.

I costi per aprire un’azienda agricola infatti variano anche di molto a seconda dell tipo di attività che vuoi intraprendere, della grandezza del terreno, ecc…

Il modo migliore per calcolare in maniera corretta e precisa questi importi e suddividerne il carico nei primi anni di attività è quello di realizzare un business plan del tuo progetto imprenditoriale.

Se non sai come fare, leggi questa guida dove spiego più in dettaglio come fare un business plan e lo scoprirai.

I costi di avviamento di un’azienda agricola

I costi di avviamento per aprire un’azienda agricola sono principalmente legati all’acquisto di un terreno e dei fabbricati necessari ad ospitare l’azienda stessa.

Inoltre le altre due voci importanti di spesa saranno sicuramente l’acquisto degli animali (se vuoi allevare) o dei macchinari e dei prodotti necessari per iniziare a coltivare i tuoi prodotti.

Inoltre dovrai preventivare qualche migliaio di euro per la costituzione della società presso uno studio notarile, le imposte di bollo e commissioni varie per ottenere i permessi e le licenze previste dall’iter burocratico.

Se non hai intenzione di rilevare un’azienda già avviata, qui di seguito trovi un elenco di tutte le cose di cui dovrai preoccuparti per avviare la tua nuova attività:

  • acquisto o affitto del terreno
  • acquisto o costruzione dei fabbricati
  • un laboratorio per la trasformazione delle materie prime
  • un locale per la vendita diretta (se hai intenzione di vendere i prodotti)
  • acquisto di recinti e stalle per gli animali
  • acquisto degli animali
  • acquisto degli strumenti e dei macchinari per la coltivazione e per l’allevamento
  • acquisto delle sementi
  • acquisto dei fertilizzanti e degli antiparassitari
  • acquisto del cibo per gli animali
  • allacciamenti utenze elettriche, acqua, ecc
  • acquisto furgoni, trattori, ecc
  • promozione dei tuoi prodotti
  • imposte per la registrazione e l’avvio dell’impresa
  • spese notarili di costituzione società

I costi di gestione di un’azienda agricola

Dopo i costi di avviamento dovrai calcolare anche i costi di gestione e le spese correnti.

Tra le spese di gestione per un’azienda agricola possiamo trovare:

  • l’acquisto di prodotti per l’agricoltura
  • l’acquisto di mangime per gli animali
  • le spese di gestione correnti
  • spese di manutenzione
  • gli stipendi dei dipendenti
  • il carburante utilizzato per i mezzi agricoli
  • le spese di riscaldamento
  • elettricità
  • acqua
  • smaltimento dei rifiuti
  • ecc…

Dovrai anche mettere in conto le spese per la gestione amministrativa e contabile della tua società, che dipenderanno molto dal fatturato della tua azienda, a partire da circa 5000€ all’anno.

Ricordati di mettere in conto anche la manutenzione di macchinari e attrezzature.

Se vuoi fare vendita diretta dei tuoi prodotti agricoli, dovrai calcolare anche le spese per gli imballaggi dei prodotti e quelle per la promozione della tua attività.

Come vedi ci sono parecchie voci da prendere in considerazione e solo tu puoi sapere realmente cosa ti serve per sviluppare la tua idea di business.

Se puoi ti consiglio di fare un passo alla volta e iniziare con pochi prodotti che richiedono un’investimento minore per il terreno e i macchinari necessari alla loro produzione e solo in seguito allargare il giro d’affari.

Per calcolare in modo facile e veloce spese, ricavi e potenziali guadagni della tua attività, puoi usare il mio Software Excel Automatico che troverai in omaggio insieme alla mia guida strategica per avviare con successo la tua attività.

 

aprire un azienda agricola

Aprire un’azienda agricola: agevolazioni e finanziamenti

Vuoi sapere come aprire un’azienda agricola senza soldi? 

Una buona notizia per te che vuoi aprire un’azienda agricola è che questo particolare tipo di attività ti permette di beneficiare di speciali finanziamenti e agevolazioni fiscali.

Infatti esistono diversi Fondi Europei e agevolazioni regionali riservati proprio allo sviluppo dell’agricoltura.

Figo no?

Per essere sempre aggiornato e cogliere le opportunità al momento giusto, puoi iniziare consultando il sito ufficiale delle organizzazioni di categoria come la Coldiretti.

Tra le principali misure di riferimento implementate per favorire lo sviluppo del settore ci sono i Piani di Sviluppo Rurali, che consentono di avere finanziamenti a fondo perduto per i giovani imprenditori agricoli.

Per ottenere questi speciali finanziamenti dovrai necessariamente realizzare e presentare un business plan efficace e attendere l’esito della valutazione.

Se sarà approvata l’istanza dovresti poi ricevere i fondi in circa 18-24 mesi.

Mentre se invece vuoi richiedere un prestito per l’avvio della tua attività, potresti valutare invece di beneficiare degli accordi tra gli istituti di credito e Creditagri per avere prestiti agevolati dalle banche.

La Commissione Europea concede fondi per lo sviluppo delle attività agricole attraverso il programma Life, oppure con i programmi Cosme e Horizon 2020 per la coltivazione, per la ricerca e lo sviluppo di prodotti innovativi. In questo caso devi verificare i bandi pubblicati di volta in volta sui siti internet dedicati dell’UE.

Calabria, Toscana, Sicilia, Piemonte, Liguria, Sardegna, Lazio, Puglia…

In qualsiasi Regione d’Italia tu voglia aprire la tua azienda agricola, per beneficiare dei finanziamenti regionali dovrai sempre controllare i bandi attivi sui vari siti ufficiali della Regione di competenza.

Come vedi sicuramente non mancano le opportunità di ricevere finanziamenti e incentivi per lo sviluppo di questa attività!

Per ottenere i finanziamenti dovrai però presentare un business plan efficace con relativo piano economico finanziario per i primi 3 o 5 anni.

Per maggiori informazioni ti consiglio di leggere questo articolo dedicato a come trovare i finanziamenti per la tua attività.

Come aprire un’azienda agricola di successo: idee e consigli utili

Immagino che ora ti starai chiedendo se al giorno d’oggi conviene ancora aprire un’azienda agricola e se avrai dei buoni margini di guadagno con la tua attività.

Domande assolutamente legittime…

Iniziamo col dire che sicuramente i finanziamenti disponibili in questo settore, rendono molto attrattivo l’avviamento di quest’attività.

Ma se vuoi davvero avviare un’attività redditizia dovrai prima di tutto impostare un piano marketing strategico efficace.

Cosa coltiverai o alleverai nella tua azienda agricola?

Venderai i prodotti a delle aziende o direttamente al consumatore?

I prodotti che venderai saranno semplici della terra o verranno prima lavorati?

Rispondere a tutte queste domande ti permetterà di comprendere meglio le potenzialità della tua idea imprenditoriale e studiare un business model efficace che ti permetterà di avviare un’attività redditizia.

Se non hai esperienza come imprenditore, ti consiglio innanzitutto di capire come evitare gli errori più comuni e partire con il piede giusto!

Su che tipo di attività puntare?

I settori attualmente più in voga sono quelli legati specialmente alla salute e al benessere.

Ma ci sono anche altre attività che stanno avendo particolare successo e i cui trend sono in crescita anche per il futuro.

Ecco 10 idee imprenditoriali interessanti che potresti valutare per la tua azienda agricola:

  1. aprire un’azienda agricola di agricoltura biologica per soddisfare la crescente richiesta di mercato
  2. aprire un’azienda agricola e affittare i terreni per realizzare degli orti privati per gli abitanti del luogo
  3. aprire un’azienda agricola di erbe officinali per aiutare le persone a curarsi con l’omeopatia
  4. aprire un’allevamento lumache o di lombrichi
  5. avviare una coltura di tartufi e funghi per rispondere alla domanda elevata del mercato
  6. svolgere attività di fattoria didattica per aiutare i bambini e i ragazzi a stare all’aria aperta e ad apprendere nozioni importanti
  7. aprire una fattoria per allevare animali rari come struzzi, canguri e angus irlandese, la cui carne è molto ricercata e pagata
  8. trasformare la tua azienda agricola in un agriturismo con prodotti tipici a KM 0 per far assaggiare i propri prodotti ai turisti
  9. avviare una coltivazione di zafferano, attualmente venduto più caro dell’oro sul mercato
  10. avviare una coltivazione di malti e luppoli necessari per i birrifici

 

Dove aprire un’azienda agricola

Decidere dove aprire un’azienda agricola dipende molto da te.

Ma anche da molti altri fattori…

Ad esempio in alcune Regioni è possibile ottenere dei finanziamenti parecchio più elevati che in altre.

Saresti disposto a trasferirti per ottenere un beneficio così importante?

Inoltre la scelta deve essere necessariamente relazionata al tipo di business che intendi intraprendere.

Chiaramente se la tua attività è rivolta al pubblico, come per esempio un’agriturismo o un’azienda agricola per la rivendita dei prodotti agli utenti finali, dovrai necessariamente considerare di avviare l’impresa in un luogo facilmente raggiungibile o preoccuparti tu stesso di organizzare i collegamenti per raggiungere (o farti raggiungere) dai tuoi clienti.

Nel caso in cui invece la tua sia un’attività incentrata solo sulla produzione, oltre ad avere un terreno fertile e un clima favorevole al tipo di colture che intendi avviare, sarà necessario anche tenere i costi di avviamento e i costi gestione più bassi possibile.

Per questo motivo tante persone si interessano anche a come aprire un’azienda agricola all’estero.

Ad esempio in paesi come la Romania e la Bulgaria, dove è possibile acquistare terreni e avere manodopera ad un costo molto inferiore che qui in Italia o in Svizzera.

Il marketing per il successo dell’impresa

Se vuoi aprire un’azienda agricola e avere successo devi far conoscere la tua attività e trovare il modo di trarre il massimo profitto dai tuoi prodotti.

Mettere in atto una strategia mirata per conquistare la clientela ti consentirà di non vendere i tuoi prodotti sottocosto ai grossisti che poi realizzeranno i profitti al posto tuo.

Realizzare dei prodotti finiti, creare un brand riconoscibile e comunicare al tuo target obiettivo in maniera efficace, saranno gli elementi che ti consentiranno di distinguerti dalla massa.

Con la vendita diretta è possibile realizzare un profitto anche 100 volte superiore rispetto a quello che potresti avere vendendo i tuoi prodotti solamente all’ingrosso.

Per pianificare una strategia di marketing efficace per il tuo business, dovrai prima fare un’analisi di mercato e imparare a conoscere i potenziali clienti a cui ti vuoi rivolgere.

Per promuovere i tuoi prodotti e servizi dovrai poi utilizzare i canali e le strategie più adeguati per il tuo pubblico di riferimento.

Avere degli obiettivi chiari e precisi ti aiuterà ad individuare la giusta strategia per raggiungerli nel più breve tempo possibile.

Ti consiglio di iniziare subito il tuo percorso di studio e imparare come avviare con successo la tua attività.

Quanto si guadagna con un’azienda agricola?

Per rispondere a questa domanda avrai ancora una volta bisogno di definire parecchi elementi e di metterli in relazioni fra loro nel tuo business plan corredato da un piano economico finanziario della tua attività.

I tuoi guadagni dipendono essenzialmente da due elementi: i costi e i ricavi.

Conoscere queste due variabili e capire come gestirle al meglio ti permetterà di fare delle previsioni e di aggiustare l’andamento della tua attività per renderla sempre più profittevole e redditizia.

Ci sono grosse aziende che magari fatturano centinaia di migliaia di euro o addirittura milioni, ma non realizzano alcun profitto!

Com’è possibile?

Semplicemente hanno i costi più alti dei ricavi!

Probabilmente vendono i loro prodotti all’ingrosso e sono soggetti al ribasso dei prezzi delle materie prime.

Probabilmente sono anche degli ottimi agricoltori, quello che non funziona in questo caso è il loro modello di business!

Se non vuoi fare la stessa fine ti consiglio di dedicare il tempo necessario allo studio e all’analisi di questi concetti fin da subito.

La fase di avviamento di una nuova attività è il momento in assoluto più delicato per lo sviluppo di un business solido e duraturo e necessita sempre sicuramente di tutta la tua attenzione.

In questa fase ti giochi il futuro tuo e quello della tua attività!

Ecco alcune cose da fare se vuoi impostare una strategia di sviluppo vincente per la tua attività:

  • analizzare il mercato
  • analizzare la concorrenza
  • scegliere la location giusta
  • calcolare costi e ricavi attesi
  • fare un business plan
  • trovare i finanziamenti necessari
  • costruire una strategia di marketing vincente
  • promuovere la tua attività
  • attrarre nuovi clienti
  • ecc…

Se vuoi capire come analizzare il mercato, calcolare costi e ricavi attesi e realizzare un business plan efficace per sviluppare il tuo progetto imprenditoriale in modo facile ed efficace, scarica subito la mia guida con le migliori strategie per avviare un business di successo!

Se farai le cose per bene, sicuramente i risultati e le soddisfazioni arriveranno presto anche per te…

Buona fortuna!

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autolavaggio
Aprire un attività

Come aprire un autolavaggio di successo: la guida completa definitiva

Si sa, l’automobile per gli italiani è da sempre una vera e propria passione…
Forse è per questo che stai cercando su Google informazioni necessarie su come aprire un autolavaggio?
Sicuramente è per questo motivo che molti automobilisti del Bel Paese hanno da sempre molta cura del proprio veicolo, tanto da tenerlo sempre in perfette condizioni, a partire dalla pulizia.
Inoltre l’utilità del lavaggio della vettura non riguarda solamente l’aspetto estetico, ma anche la sua corretta conservazione.
Aprire un autolavaggio è certamente un’idea di business con ottime prospettive, visto che la domanda di mercato è sempre molto alta.
Ma se vuoi iniziare con il piede giusto, ti consiglio di scaricare questo Report Gratuito e partire subito nel migliore dei modi!
In ogni caso, in questo articolo vedremo insieme come aprire un autolavaggio, dallo sviluppo della tua idea di business, alle questioni tecniche e burocratiche, fino alle reali potenzialità del mercato e di guadagno.
Sei pronto?
Iniziamo!

Perché conviene aprire un autolavaggio

Sicuramente la tua prima domanda è quanto guadagna un autolavaggio?

Naturalmente se vuoi avviare una tua attività devi sapere quale sia la resa, per recuperare l’investimento iniziale e per avere il reddito a cui aspiri.

Aprire un autolavaggio è un’idea di business che oltre ad avere grandi potenzialità, richiede investimenti o costi di gestione piuttosto contenuti.

Per avere successo devi agire con attenzione, soprattutto nella fase iniziale, pianificando con cura il tuo progetto imprenditoriale.

Dovrai conoscere a fondo il mercato, la concorrenza nella tua zona di riferimento e soprattutto i tuoi potenziali clienti.

Il mercato degli autolavaggi e le potenzialità del business

Il mercato degli autolavaggi nel nostro Paese è decisamente ampio e piuttosto sviluppato.

Non c’è da stupirsi visto che in Italia ci sono quasi 40 milioni di automobili, quasi una per ogni abitante.

Questo tipo di attività è decisamente interessante, sia perché gli automobilisti in Italia sono davvero tanti, sia perchè nel nostro Paese c’è una tendenza molto sviluppata a curare l’aspetto e la pulizia delle autovetture.

Se vuoi aprire un autolavaggio devi riuscire a intercettare le preferenze delle persone e le lacune della concorrenza, in modo da conquistare con sicurezza la tua fetta di mercato.

Il potenziale di sviluppo in questo settore è ancora elevato, ma per sfruttarlo in modo vantaggioso dovrai decidere con attenzione dove aprire il tuo autolavaggio e offrire dei servizi su misura per andare incontro alle esigenze della tua clientela.

Sarà importante quindi realizzare un’accurata analisi di mercato, esaminando nei dettagli anche le attività della concorrenza.

Definire l’idea di business

Il primo passo per aprire un autolavaggio di successo è la definizione della tua idea imprenditoriale.

Devi assolutamente chiarire i tuoi obiettivi e definire la tipologia di attività da realizzare.

In questo caso dovrai combinare le tue aspirazioni con le tue abilità e con la domanda del territorio su cui vuoi operare.

Ci sono molti tipi di servizi da offrire agli automobilisti, quindi devi cercare di innovare e di differenziarti dalla concorrenza e di emergere nella zona in cui lavori, così da diventare un punto di riferimento.

Acquisendo maggiori conoscenze su come aprire un autolavaggio potrai realizzare un business plan efficace adeguato, pronto a diventare il tuo percorso, utile anche al reperimento delle risorse.

L’analisi della concorrenza

Come per qualsiasi tipo di attività commerciale, se vuoi aprire un’autolavaggio dovrai prima analizzare l’andamento del business nella tua zona e comprendere cosa offrono i concorrenti.

Questo ti permetterà di poter offrire al tuo pubblico un servizio innovativo e differente da quelli già presenti sul mercato.

Il tuo successo dipenderà dalla tua capacità di proporre un servizio unico e che abbia qualcosa in più rispetto ai tuoi concorrenti.

Oltre ai servizi e alle eventuali mancanze nella proposta commerciale dei tuoi concorrenti, dovrai conoscere anche la loro offerta economica.

In questo modo potrai impostare delle strategie di prezzo adeguate per essere davvero competitivo rispetto ai tuoi concorrenti.

Non tralasciare alcun dettaglio, ti sarà utile per costruire il tuo progetto e verificare esattamente quale sia la strada migliore da percorrere.

Prima di investire in una nuova attività è fondamentale studiare a fondo il mercato e la concorrenza, avere un’idea chiara e precisa dei tuoi obiettivi e un piano strategico da seguire passo dopo passo per raggiungerli nel più breve tempo possibile.

Proprio per questo ho realizzato per te una guida strategica avanzata dove imparerai come avviare con successo la tua attività.

 

come aprire un autolavaggio

Le condizioni di realizzabilità di un autolavaggio

Il tuo progetto va prima di tutto studiato a fondo, in modo da verificare che siano presenti e quali siano le condizioni di realizzabilità.

Hai appurato che aprire un autolavaggio è un buon affare, ma per farlo fruttare devi individuare le modalità operative, capire cosa ti serve e fare i conti.

Non vi sono somme precise circa le spese da sostenere e tutto dipende dal luogo in cui avvii l’impresa e dai servizi offerti. Ci sono anche alcuni requisiti che devi soddisfare per poter iniziare la professione.

Mentre acquisisci le informazioni su come come aprire un autolavaggio puoi approfondire le norme e le caratteristiche che devi avere per operare nel settore.

Quali sono i requisiti necessari per aprire un autolavaggio

Il primo riferimento da tenere presente è la legge, infatti sono le norme a indicare cosa puoi fare e come devi farlo.

Come per qualsiasi altro tipo di attività, anche per aprire un autolavaggio ci sono alcuni vincoli assolutamente da rispettare per poter esercitare la professione:

  • devi avere almeno 18 anni di età
  • non devi avere un titolo di studio, ma è necessario che tu abbia assolto l’obbligo scolastico, oggi fissato tra i 6 e i 16 anni
  • non aver mai dichiarato fallimento
  • non avere condanne o processi in corso

Sugli ultimi due punti devi sapere che vi sono delle deroghe al divieto di apertura dell’autolavaggio.

Infatti se hai regolarizzato la posizione fallimentare pagando interamente i debiti e sono trascorsi cinque anni dall’espiazione della pena riferita al reato commesso, allora puoi aprire la tua attività.

Non c’è alcun obbligo di frequentare un corso specifico.

Ma se non hai esperienza pregressa nel settore o come imprenditore, ti consiglio di informarti il più possibile per essere pronto ad affrontare tutto il percorso imprenditoriale.

Normativa e documenti necessari per aprire un autolavaggio

Per aprire un autolavaggio dovrai fare riferimento alle relative normative di legge e ai requisiti da esse imposti.

Oltre alle caratteristiche elencate nel paragrafo precedente devi osservare le normative per poter rispondere ad una serie di ulteriori obblighi.

Si tratta delle autorizzazioni necessarie per poter avviare questo tipo di impresa.

Devi chiedere all’Agenzia delle Entrate competente per territorio la partita Iva q quindi iscrivere l’azienda al Registro delle Imprese della Camera di Commercio della provincia in cui stabilisci la sede.

A questo punto dovrai procedere a presentare la Dichiarazione di inizio attività presso il Comune di competenza, il cui ufficio tecnico provvederà a informare gli organi competenti per le ispezioni di rito.

Assicurati quindi che di avere tutto in regola rispetto alle norme di sicurezza, antincendio e ambientali.

Dovrai infatti ottenere l’agibilità da parte dei Vigili del Fuoco che ti rilasceranno un certificato.

La normativa per aprire un autolavaggio inoltre prevede differenti adempimenti burocratici:

  • dovrai richiedere agli organi competenti tutte le autorizzazioni necessarie per lo scarico delle acque reflue
  • se smaltisci i liquidi reflui come rifiuti speciali dovrai affidarti ad una azienda specializzata
  • dovrai avere le certificazioni necessarie che attestino la conformità degli impianti utilizzati
  • dovrai essere munito di documentazione sull’impatto acustico

Queste sono le norme principali che devi conoscere se vuoi aprire un autolavaggio.

Una volta ottenuti i permessi dovrai comunicare la tua posizione e quella degli eventuali dipendenti a Inps e Inail per ottenere le prestazioni previdenziali e assicurative.

Trovi tutte le informazioni necessarie in questo articolo dove spiego come aprire un’attività commerciale partendo da zero.

Quali sono le attrezzature necessarie per aprire un autolavaggio

La definizione delle attrezzature utili allo svolgimento del lavoro dipende dal tipo di autolavaggio che intendi aprire.

Infatti tutto dipende dalla formula su cui deciderai di puntare:

  • autolavaggio self-service
  • autolavaggio a domicilio
  • autolavaggio per auto di lusso
  • autolavaggio per camion
  • autolavaggio a mano

Per ogni tipo di attività potrebbero essere necessarie delle specifiche attrezzature, in base alle diverse necessità.

Ma allora per aprire un autolavaggio cosa occorre?

Ad esempio se vuoi aprire un autolavaggio a domicilio avrai bisogno di attrezzature portatili e di detergenti e prodotti di qualità per la lucidatura delle carrozzerie.

Inoltre avrai bisogno anche del personale che si occuperà di lavare a mano le auto dei tuoi clienti.

Ipotizzando invece che tu voglia aprire un autolavaggio self service di media grandezza, dotato di 3 o 4 postazioni per le automobili, avrai la necessità di disporre di un terreno abbastanza ampio per ospitare postazioni riservate alla pulizia della carrozzeria, altri per pulire gli interni e i tappeti più un’area dedicata al parcheggio delle vetture e all’eventuale rimozioni di altri oggetti e rifiuti.

Oppure potrai optare per il tunnel a rulli con spazzole antigraffio che fa tutto in automatico.

Quanto costa aprire un un autolavaggio?

Per calcolare i costi di avviamento e di gestione di un’attività è sempre necessario analizzare il caso specifico, la localizzazione dell’attività e la tipologia di attrezzature che vuoi utilizzare.

Per calcolare bene costi e ricavi ti consiglio di mettere nero su bianco tutti questi dati e fare un business plan efficace.

Tuttavia qui di seguito troverai dei dati generali indicativi sull’investimento necessario per aprire un autolavaggio.

I costi di avviamento

Se vuoi aprire un autolavaggio self service, la domanda che ti stai sicuramente ponendo è: quanto costa un autolavaggio a rulli?

Un impianto self-service di medie dimensioni potrebbe costare tra i 100000 e i 160000 Euro a cui aggiungere l’acquisto o l’affitto del terreno e circa 50/80000 Euro per gli adeguamenti degli impianti e le opere murarie, inclusi i sistemi per depurare e smaltire le acque reflue.

Se invece hai intenzione di puntare su un business improntato sul servizio di autolavaggio a domicilio oppure autolavaggio a mano, l’investimento sarà molto più contenuto, intorno a qualche migliaio di Euro necessario per comprare le attrezzature e i prodotti necessari alla pulizia delle auto.

Infine ci saranno i costi delle pratiche burocratiche e di inizio attività:

  • bolli
  • certificazioni varie
  • l’iscrizione alla camera di commercio
  • costi per consulenze
  • il notaio
  • il commercialista
  • ecc…

Il tutto per qualche migliaio di euro…

Non dimenticarti poi di destinare un po’ del tuo budget per imparare le migliori strategie per avviare con successo la tua attività!

I costi di gestione

I costi di gestione di un autolavaggio saranno per la maggior parte legati ai consumi come le utenze, la manutenzione dei macchinari, i prodotti per la pulizia e il materiale di consumo.

Se il tuo lavaggio non è 100% self service, magari avrai bisogno anche di assumere personale dipendente.

Se il terreno è in affitto dovrai poi considerare il canone mensile da corrispondere al proprietario, così come potrebbe essere necessario ripagare un prestito ottenuto per avviare il business.

Inoltre dovrai calcolare le imposte dirette e le tasse da pagare sui ricavi a fine anno.

Per comprendere meglio il rapporto tra costi e ricavi, ti sarà utile sapere il ricavo medio per ciascun lavaggio e il costo unitario per te di quel servizio. Ovviamente un lavaggio self-service costa meno, mentre uno a rulli solitamente un po’ di più.

Solitamente poi i lavaggi a mano si posizionano su una fascia più alta di clientela, fino ai lavaggi di lusso magari a domicilio, dove vengono eseguite anche la lucidatura dell’auto e vengono utilizzati a volte dei prodotti molti costosi per proteggere la carrozzeria.

Come aprire un autolavaggio senza soldi: agevolazioni e finanziamenti

Anche se non ci sono particolari agevolazioni o finanziamenti dedicati a chi vuole aprire un autolavaggio, non è detto che tu non possa ottenere dei finanziamenti per l’avvio della tua attività.

Oltre ai bandi per l’ottenimento di contributi a fondo perduto destinati a donne e giovani, ci sono incentivi pubblici voluti dalle leggi di sviluppo per la creazione d’impresa e per la realizzazione di impianti volti a incrementare la sicurezza dei lavoratori.

In ogni caso, per ottenere questi finanziamenti dovrai sicuramente presentare un business plan efficace e credibile e convincere l’ente erogatore dei contributi della validità del tuo progetto imprenditoriale.

Se non hai abbastanza capitale personale da investire, puoi chiedere un prestito in famiglia oppure un finanziamento in banca dove puoi trovare oggi tassi agevolati e piuttosto convenienti.

Ma anche in questo caso sarà necessario presentare un dettagliatissimo e convincente business plan per dimostrare che l’autolavaggio è un buon investimento.

Se vuoi capire meglio come puoi fare, ti consiglio di leggere subito questo articolo che ti spiega come trovare finanziamenti a fondo perduto per la tua attività.

Ora invece vediamo insieme alcune idee di business e le migliori strategie per guadagnare con questa attività.

Come aprire un autolavaggio di successo: idee per guadagnare

La scelta della tipologia di autolavaggio da avviare è strettamente legata ad alcuni fattori: il capitale da investire, l’offerta presente sul territorio e le esigenze dei clienti a cui vuoi puntare.

Per aumentare i tuoi guadagni, potresti avviare un’attività correlata come aprire un bar o un distributore automatico di prodotti per la manutenzione dell’auto.

Così facendo potrai incrementare il tuo business e fornirai un servizio più completo ai tuoi clienti.

Devi puntare ad essere il punto di riferimento nella tua zona per la manutenzione delle autovetture.

Se vuoi aprire un autolavaggio di successo devi sicuramente proporre qualcosa di innovativo e diverso dalla concorrenza.

Ma su che tipo di attività puntare?

Una tendenza nuova del mercato è il lavaggio a secco, rispettoso dell’ambiente, perché puoi risparmiare risorse idriche in notevoli quantità e ciò ti porta anche ad avere un risparmio economico non indifferente.

Questo tipo di autolavaggio viene fatto con alcuni prodotti che non richiedono il risciacquo.

Si diluiscono nell’acqua degli oli essenziali e si usano per pulire interni ed esterni dell’auto, dalla tappezzeria alle parti in plastica, passando per carrozzeria, ruote e finestrini.

Basta spruzzarli sulla superficie da trattare e lasciare che agiscano da soli.

Puoi usare diversi metodi per lavare i veicoli, abbinare servizi per la manutenzione delle vetture, come la lucidatura, i trattamenti con prodotti protettivi per la carrozzeria, oppure di differenziare i veicoli su cui operare.

Oppure potresti prendere in considerazione di operare a domicilio o di offrire attività specifiche dedicate alle auto di lusso.

aprire un autolavaggio

Aprire un autolavaggio automatico self service

La necessità di risparmio ha portato molti automobilisti a cercare soluzioni fai da te ed è principalmente per questa ragione che si sono diffusi servizi di lavaggio automobili self-service.

Aprire un autolavaggio a gettoni è un business davvero interessante, perché ti permette di lavorare senza bisogno di assumere personale.

In questo caso dovrai investire sicuramente di più per installare dei macchinari facili da usare e destinati direttamente all’utilizzo da parte della clientela.

In questo caso ti consiglio di installare anche un impianto di videosorveglianza per verificare il corretto svolgimento delle operazioni e soprattutto per evitare atti vandalici.

La clientela è principalmente rappresentata da uomini che si recano all’impianto per pulire l’auto almeno una volta al mese.

Questo consente di avere un’entrata sicura, senza dover fare particolari sforzi.

L’impianto può rimanere aperto per 24 ore al giorno, perché è automatico e non serve altro che un distributore di gettoni dove inserire il denaro e quindi macchinari attivabili con l’utilizzo del gettone.

Aprire un autolavaggio a mano

Non hai bisogno di spazzole, rulli e impianti per lo spostamento delle vetture, perché sarai tu stesso o il personale predisposto, a eseguire tutte le operazioni di lavaggio dei veicoli.

Solitamente il prezzo da praticare alla clientela è un po’ più alto, in cambio di una qualità e un’accuratezza del servizio che gli altri tipi di autolavaggio non possono offrire.

I guadagni di un autolavaggio a mano sono piuttosto buoni, ma dipende anche dalla zona in cui si decide di avviare l’impianto.

Se decidi di aprire un autolavaggio di questo tipo ti rivolgerai soprattutto a chi possiede auto di categoria superiore oppure a chi è particolarmente interessato a mantenere il veicolo sempre curato e perfetto.

Si tratta di automobilisti molto esigenti, quindi dovrai offrire un servizio puntuale, preciso e soprattutto molto attento.

Se decidi di aprire un autolavaggio a mano avrai il vantaggio di avere dei costi di avviamento molto più contenuti.

In questo caso ti consiglio di puntare tutto sulla qualità e la cura dell’auto.

Aprire un autolavaggio di lusso a domicilio

La nuova sfida dell’autolavaggio è il servizio a domicilio, dedicato a vetture di lusso e a clienti importanti.

Aprire un autolavaggio di lusso a domicilio vuol dire servire clienti davvero esigenti.

Spesso comunque il servizio a domicilio non significa eseguire il lavoro in loco, bensì ritirare la vettura, andare nell’impianto per effettuare il lavaggio e quindi riconsegnare il mezzo.

Qui le tariffe sono davvero elevate e il target di clientela molto autolocato, con possibilità di spesa per questo tipo di servizio.

I guadagni potenziali in questo settore sono davvero interessanti, ma questo non è l’unico vantaggio.

Infatti in questi ambienti funziona molto il passaparola, quindi se riuscirai a soddisfare le richieste dei tuoi clienti, parleranno di te ai loro amici e tu potrai facilmente incrementare il tuo volume di affari.

Questo servizio è l’ideale anche per i collezionisti di automobili di un certo valore e anche per quelle d’epoca.

Queste ultime necessitano di un lavoro molto attento, per non danneggiare le varie parti, difficili da sostituire e sicuramente costose da cambiare.

In questo caso le parole d’ordine sono qualità, discrezione e puntualità.

Le strategie di marketing

Se vuoi aprire un’attività redditizia devi prima pianificare con cura il tuo progetto di business.

La fase di startup è sempre quella più delicata per lo sviluppo di una nuova attività.

Purtroppo molti aspiranti imprenditori affrontano questo momento così delicato senza alcuna esperienza.

Per avere successo avrai bisogno di studiare attentamente il mercato, avere un piano di marketing dettagliato e preciso, che preveda le giuste strategie da utilizzare per raggiungere nel minor tempo possibile gli obiettivi che ti sei prefissato.

Avviare un’attività imprenditoriale è davvero una scelta coraggiosa e un impegno da non sottovalutare…

Ora che sai tutto su come aprire un autolavaggio, non ti resta metterti subito al lavoro per realizzare il tuo progetto e imparare le migliori strategie per pianificare al meglio l’avviamento della tua nuova attività!

Ti faccio i miei migliori auguri per la tua nuova avventura…

Buona fortuna!

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aprire una casa editrice online
Aprire un attività

Come aprire una casa editrice di successo: la guida completa definitiva

Se stai pensando a come aprire una casa editrice probabilmente hai anche una grande passione per i libri.

Nonostante il mercato sia abbastanza saturo, la tecnologia digitale ha aperto nuovi spazi all’interno del settore che offre oggi nuove interessanti opportunità.

Vogliamo scoprirle insieme? Ma prima un piccolo consiglio…

Se vuoi metterti in proprio non fare anche tu gli errori che commette la maggior parte degli imprenditori in fase di avviamento.

Scarica subito il mio Report Gratuito e scopri come partire nel migliore dei modi!

Ma ora torniamo a noi…

Se vuoi saperne di più su come aprire una casa editrice, leggi questo post fino in fondo e troverai tutte le risposte che stavi cercando.

Sei pronto?

Si parte!

Perché conviene aprire una casa editrice

Se ti stai chiedendo perché aprire una casa editrice, la risposta è che la crisi dell’editoria tradizionale ha dato vita a innumerevoli nuove opportunità.

Grazie agli e-book e alla distribuzione digitale oggi è possibile per esempio raggiungere i mercati internazionali senza dover sottoscrivere accordi complicati con i distributori locali e senza dover aprire filiali all’estero.

Le opportunità quindi ci sono, ma bisogna saperle cogliere.

Aver passione per il proprio lavoro è un buon punto di partenza, ma non basta!

L’errore che tanti in questo settore commettono è proprio quello di pensare che la passione per i libri e la cultura sia sufficiente ad avviare questa attività in maniera profittevole.

Infatti negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di tante piccole realtà: per alcune il successo è arrivato, altre invece sono fallite.

E sai perché?

Perché aprire una casa editrice è la stessa cosa che creare una qualsiasi impresa!

E quindi avere una bella idea non basta, occorre saper gestire anche le attività economiche e conoscere le strategie di marketing.

Certo, la passione aiuta!

Quindi, se i libri sono la tua passione questo ti avvantaggerà di certo.

Requisiti necessari per aprire una casa editrice

Per aprire una casa editrice indipendente il primo requisito è avere un buon piano editoriale.  

Che cosa significa?

Significa che dovrai programmare i titoli da pubblicare almeno per i primi tre anni.

Questo è fondamentale soprattutto se punti a un’impresa tradizionale, basata soprattutto sulla pubblicazione di libri cartacei.

In questo caso il rapporto con le case distributrici è importante.

E per acquistare credibilità nei loro confronti delle case distributrici non puoi certo presentarti con solo qualche titolo in portafoglio.

Un altro aspetto importante è avere dei bravi collaboratori.

Quando apri un’attività non puoi pensare di fare tutto da solo!

Quindi scegli dei soci o dei collaboratori che siano motivati e possibilmente possiedano delle competenze complementari alle tue.

Se ti stai approcciando per la prima volta a questo mondo, ti consiglio di informarti sui corsi realizzati dall’Associazione Italiana Editori.

Qui di seguito invece troverai tutte le indicazioni riguardanti la normativa, i documenti e le attrezzature necessarie per aprire una casa editrice.

aprire una casa editrice

Normativa e documenti necessari per aprire una casa editrice

Come per qualsiasi impresa anche in questo caso dovrai iscriverti all’apposito Registro presso la Camera di Commercio indicando come oggetto l’attività editoriale.

In secondo luogo la tua impresa dovrà dotarsi di Codice Fiscale e Partita Iva.

Di recente è stata introdotta la possibilità di inviare una Comunicazione Unica al Registro delle Imprese che permette con una sola mossa di regolarizzare la propria posizione nei confronti del Registro Imprese, dell’Agenzia delle Entrate, dell’Inps e dell’Inail.

Quali sono le attrezzature necessarie per aprire una casa editrice

Ora che sai cosa bisogna fare per aprire una casa editrice, ti starai domandando quali spazi e attrezzature siano necessarie per la tua attività.

La buona notizia è che, grazie alle moderne tecnologie, non è necessario avere grandi spazi o particolari attrezzature.

L’attività di redazione e revisione dei testi e quella successiva della promozione richiedono infatti solo l’uso di computer e telefono.

In caso di produzione di testi cartacei sarà necessario però dotarsi di un magazzino per il deposito dei libri.

Aprire una casa editrice: costi e potenzialità di guadagno

Ma quanti soldi ci vogliono per aprire una casa editrice?

Abbiamo visto nei paragrafi precedenti che per avviare l’attività non ci sono grosse spese da sostenere.

Caso mai i costi diventano più importanti nella fase di gestione, ma anche qui dipende dal tipo di casa editrice che pensi di aprire.

La stessa cosa vale per le potenzialità di guadagno, che sono diverse a seconda del genere di attività che andrai a creare.

Una cosa fondamentale da fare prima di lanciarti in questa avventura, è realizzare subito un business plan efficace!

Grazie a questo strumento, dove è prevista una parte espressamente dedicata all’analisi economico-finanziaria, potrai tenere sotto controllo costi e previsioni di guadagni.

Per quanto riguarda le tasse, il commercio dei libri e dei periodici in formato cartaceo è governato da un particolare regime Iva.

Questo prevede l’assolvimento dell’imposta a monte da parte dell’editore sulla base del prezzo di copertina.

Ma la buona notizia è che l’aliquota Iva è  ridotta al 4% sia per i libri di carta che per le pubblicazioni su supporti analogici e digitali.

come aprire una casa editrice

I costi di avviamento di una casa editrice

Come già accennato in precedenza, avviare una casa editrice indipendente non ha costi molto alti.

Non c’è necessità di grosse attrezzature (se non dei buoni computer e dei software) o grandi spazi (a parte il magazzino per i testi cartacei).

Di conseguenza anche la documentazione necessaria è ridotta.

Se poi volessi fare tutto su internet, puoi avviare una casa editrice online praticamente a costo zero!

I costi di gestione di una casa editrice

“Partire leggeri” è sempre una buona cosa quando si inizia una nuova attività e non si dispone di grossi capitali.

E’ anche vero però che, se si può risparmiare nell’avvio dell’attività, altra cosa è invece la gestione.

Ammettiamo che tu abbia competenza nell’attività editoriale, ma non puoi comunque pensare di fare tutto da solo!

Aprire una casa editrice è un’attività che richiede diverse figure necessarie a ricoprire le varie fasi di trasformazione della una bozza in un libro.

Quelle chiave, oltre a un direttore editoriale, sono l’editor, il correttore di bozze, il grafico e l’impaginatore.

Non è detto che per ognuno di questi ruoli sia necessaria una persona: editor e correttore di bozze possono essere ricoperti da un solo collaboratore, stessa cosa per quanto riguarda grafico e impaginatore.

Assolutamente da non trascurare poi la necessità di avere una persona competente nel marketing e nella comunicazione.

Una casa editrice è pur sempre un’impresa commerciale il cui obiettivo quindi deve essere quello di vendere i propri prodotti.

Le spese di gestione saranno decisamente superiori se la casa editrice pubblica in prevalenza libri cartacei.

In questo caso devi calcolare anche le spese non indifferenti della stampa e della distribuzione dei libri.

Infine, sia per i libri di carta che per gli ebook, ci sono i costi derivanti dall’applicazione dell’ISBN.

L’International Standard Book Number è quel codice che identifica a livello internazionale un titolo o un’edizione di un titolo di un determinato editore. Puoi trovare tutte le informazioni sul sito dell’Agenzia ISBN italiana.

Aprire una casa editrice: agevolazioni e finanziamenti

Ora hai sicuramente le idee più chiare su quali sono i costi che aprire una casa editrice richiede.

Anche se è un’attività che puoi potenzialmente avviare con un basso investimento iniziale, è un po difficile aprire una casa editrice senza soldi.

Se non disponi di soldi e non hai parenti o amici disposti ad aiutarti economicamente puoi pensare di ricorrere ai finanziamenti pubblici.

Per esempio l’Unione Europea indice periodicamente dei bandi per favorire lo sviluppo dell’attività editoriale allo scopo di sostenere la promozione della letteratura europea in tutti gli stati appartenenti all’Unione.

Bandi per le agevolazioni alle startup o alle Piccole Medie Imprese escono in continuazione e riguardano differenti enti pubblici.

Quanto si può guadagnare con una casa editrice?

Anche se sei mosso da una grande passione per i libri non c’è dubbio che il tuo obiettivo sarà quello di trarre profitti dalla tua impresa.

Molto difficilmente avrai un guadagno immediato, ma dipende anche dal tipo di attività che decidi di aprire.

Aprire un’attività commerciale davvero redditizia richiede conoscenza del mercato e delle strategie di marketing necessarie per ottenere profitto.

Una casa editrice online ha dei costi di gestione molto inferiori e di conseguenza potrebbe generare maggiori guadagni.

In Italia però il mercato dei libri digitali, pur in ascesa, è ancora agli inizi.

Da tener presente inoltre, che di solito i diritti d’autore, cioè la percentuale spettante all’autore sulle vendite, sono più elevati nel caso degli ebook.

Una buona idea per ottenere margini maggiori può essere quella di specializzarsi in una particolare nicchia di mercato.

Vediamo allora insieme qualche consiglio utile a questo proposito!

Come aprire una casa editrice di successo: idee e consigli utili

Tra le tante attività editoriali che nascono continuamente, solo poche hanno davvero successo.

Qual’è il loro segreto?

Fondamentalmente occorre distinguersi dai concorrenti.

Questo può nascere da un’idea originale, oppure dalla specializzazione in un settore particolare come il turismo, la cucina, o la fotografia.

Ad esempio potresti creare una piccola casa editrice legata ad una community di appassionati che vengono interpellati di volta in volta in merito ai titoli da pubblicare.

Un altro modo per distinguersi è quello di rivolgersi ad un pubblico ben definito, come per esempio fanno le case editrici dedicate ai contenuti editoriali per bambini e ragazzi.

Una volta scelto il modello di business da costruire, una grande importanza avrà la tua strategia di marketing.

Anche questa infatti va pensata “su misura”, cioè deve adattarsi alla nicchia o al target che hai scelto di raggiungere con la tua attività.

Non è affatto scontato però che un bravo editore sappia anche impostare una strategia marketing efficace.

A questo proposito ti consiglio di dare un’occhiata a questa pagina, dove troverai tutto ciò che ti serve davvero per pianificare al meglio l’avviamento della tua attività, posizionarti sul mercato e sfruttare i migliori canali di comunicazione per promuovere la tua attività.

Ma ora vediamo insieme alcune idee interessanti da cui puoi prendere spunto per capire come differenziarti dalla concorrenza.

Aprire una casa editrice per bambini

Sapevi che i bambini costituiscono la fascia di lettori più consistente?

Sarà l’effetto della lettura delle fiabe che ascoltano da piccoli, o l’aver trovato a scuola una brava maestra che li fa appassionare alla lettura…

Sta di fatto che i bambini sono dei veri grandi appassionati di libri!

Anche perché oggi il settore editoriale si è evoluto e spesso presenta prodotti a metà tra la lettura vera e propria e il gioco.

Tieni presente poi che oggi i bambini imparano già dai primi anni a maneggiare smartphone e tablet.

Ai libri cartacei si affiancano perciò anche testi e giochi su supporti digitali, molto apprezzati non solo dai bimbi ma anche dai loro genitori.

Aprire una casa editrice per bambini può quindi essere una scelta azzeccata.

Aprire una casa editrice online

Se le nuove tecnologie ti appassionano e se non disponi di grossi capitali da investire, questa è l’attività che fa per te.

Anche perché da qualche anno si sta espandendo sempre più la tendenza all’autopubblicazione (self-publishing).

Sempre più persone scrivono e vogliono essere libere di mettere i propri scritti sul mercato, saltando l’intermediazione delle case editrici tradizionali.

Un testo auto-pubblicato sul web necessita comunque di una serie di servizi, dall’editing alla promozione, che potresti offrire agli aspiranti scrittori con la tua casa editrice online.

Aprire una casa editrice di ebook

E’ anche questa una delle ultime tendenze nel campo delle attività editoriali.

Gli ebook digitali, presentano diversi vantaggi sia per il lettore che per l’editore ma al momento la loro diffusione è ancora abbastanza limitata.

Per il lettore i vantaggi sono costituiti dai prezzi più bassi e dalla praticità.

Andare in vacanza portando svariati volumi in valigia è decisamente scomodo!

Molto meglio portare un tablet o un e-reader che può contenere un numero molto ampio di testi e nello stesso tempo pesare pochissimo.

Ma anche per l’editore i vantaggi sono rilevanti.

Infatti avrà la possibilità di pubblicare i libri digitali con costi molto inferiori e nessuna necessità di disporre di un magazzino fisico.

A questo va aggiunta anche la possibilità di raggiungere molto più agevolmente un pubblico internazionale, grazie alle potenzialità di internet e dei siti web di settore, con potenzialità davvero immense.

Ricapitolando…

La concorrenza è piuttosto agguerrita, ma oggi il web e le nuove tecnologie digitali offrono buone opportunità a chi vuole innovare.

Se invece vuoi puntare sull’editoria più tradizionale devi specializzarti molto e disporre di maggiori capitali.

Qualunque sia la tua scelta, ricordati che la passione da sola non basta.

Occorre informarsi, essere perseveranti nel raggiungere i propri obiettivi e cercare, quando è il caso, la consulenza degli esperti.

Per trasformare la tua idea di business in un progetto imprenditoriale concreto, dovrai imparare ad analizzare il mercato e i tuoi concorrenti, realizzare un business plan efficace e sviluppare un progetto imprenditoriale solido e duraturo.

L’ultimo consiglio che posso darti è sicuramente quello di non perdere altro tempo.

Se non lo farai tu, ci starà già pensando qualcun altro…

Ti auguro con tutto il cuore di realizzare il tuo sogno!

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aprire un agriturismo
Aprire un attività

Come aprire un agriturismo di successo: la guida completa definitiva

C’erano una volta le vacanze in pensione o in hotel…

Ma poi arrivarono gli agriturismi immersi nella natura e nella tranquillità e fu subito amore a prima vista!

Aprire un agriturismo potrebbe davvero essere l’inizio di una favola.

Una bellissima favola…

Gli agriturismi con la loro atmosfera informale e rilassante hanno veramente rivoluzionato il concetto di vacanza!

Il contatto diretto con la natura, cibi sani e genuini, un rapporto diverso, amichevole, con chi ci ospita.

Che cosa si può desiderare di più?

E se sempre più persone scelgono di trascorrere le vacanze in uno di questi paradisi immersi nella natura, cresce sempre di più anche il numero di persone che progetta di avviare un agriturismo di successo.

Se anche tu sei di quelli che pensano “sogno di aprire un agriturismo”, questo post è dedicato a te.

In questa guida troverai tutte le informazioni necessarie per aprire un agriturismo in Italia:

  • dai requisiti necessari
  • agli adempimenti burocratici
  • ai costi di gestione e avviamento
  • fino alle potenzialità di guadagno

Sei pronto a cambiare vita e realizzare il tuo sogno?

Leggi questo post fino in fondo e lo scoprirai…

 

Requisiti necessari per aprire un agriturismo

I requisiti necessari per aprire un agriturismo sono più che altro legati alla disponibilità di una struttura adeguata e situata in un contesto attrattivo per i potenziali clienti.

Un luogo possibilmente immerso nella natura dove ospitare turisti o anche solo avventori che vogliano gustare la cucina tipica a base di prodotti naturali della tua azienda agricola.

Inoltre non è sufficiente possedere un edificio dotato di camere per gli ospiti e di una cucina accogliente.

Ma sarà necessario invece anche uno spazio dove coltivare prodotti orticoli e frutticoli e allevare animali da uova o da latte.

Un agriturismo infatti è tale solo se chi viene ospitato può godere dei cibi prodotti localmente, meglio se tutelati con marchi Igp, Dop e Igt.

Dal punto di vista normativo esistono poi dei requisiti necessari da rispettare per legge.

Normativa e documenti necessari per aprire un agriturismo

L’attività di agriturismo è attualmente regolamentata dalla legge 20 febbraio 2006 n. 96.

Si tratta di una legge-quadro, quindi di una normativa che regolamenta il settore con direttive generali.

Le norme specifiche sono invece emanate dalle singole Regioni.

Per conoscere la normativa specifica dovrai quindi attenerti alla legge della Regione sul cui territorio si troverà il tuo agriturismo.

In genere le Regioni istituiscono elenchi regionali e provinciali di chi è ritenuto idoneo a svolgere l’attività agrituristica.

E’ necessario quindi iscriversi in questi elenchi per poter poi richiedere l’autorizzazione al Comune di pertinenza.

Qui di seguito trovi l‘iter burocratico per aprire un agriturismo e i documenti necessari per aprire un’agriturismo da zero:

  1. Apertura della partita Iva
  2. Apertura del conto fiscale (è aperto dall’Ufficio delle Entrate ed è obbligatorio per i titolari di partita Iva)
  3. Iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio
  4. Iscrizione al registro regionale degli operatori agrituristici
  5. Autorizzazione del sindaco per lo svolgimento dell’attività
  6. Iscrizione all’Inps
  7. Iscrizione all’Inail
  8. Autorizzazione dei Vigili del Fuoco
  9. Autorizzazione per l’installazione delle insegne e dei cartelli segnaletici stradali
  10. Libretto di idoneità sanitaria
  11. Autorizzazione sanitaria per i locali
  12. Iscrizione alle associazioni di categoria

agriturismo

Quali sono le attrezzature necessarie per aprire un agriturismo

Un agriturismo è per gli ospiti che vi soggiornano un po’ come una casa dove vivere temporaneamente.

Tutto quello che può contribuire a rendere il soggiorno confortevole è quindi gradito, anche se tra gli agriturismi ci sono differenti tipologie.

Ho visto agriturismi molto semplici e rustici e altri invece molto ricercati nell’arredamento.

Sta a te quindi decidere l’impronta che vuoi dare, in base alla località in cui la struttura è inserita, alla clientela che pensi di raggiungere e ovviamente al capitale di cui disponi per l’investimento iniziale.

Altra cosa invece sono le attrezzature necessarie per la coltivazione di piante e ortaggi e per l’allevamento degli animali.

Anche su quest’altro aspetto è difficile dare indicazioni precise perché tutto dipende dall’estensione del terreno e dalle tipologie delle coltivazioni.

Ti consiglio perciò di rivolgerti a un’associazione di categoria che saprà sicuramente consigliarti per il meglio.

Aprire un agriturismo: costi e finanziamenti

Aprire un agriturismo ha dei costi non indifferenti.

Sicuramente quindi è necessario possedere un capitale iniziale, ma se dovessi averne bisogno puoi anche provare ad ottenere agevolazioni e finanziamenti per l’apertura della tua attività.

Sicuramente se già possiedi un’azienda agricola, parti già con il piede giusto.

In ogni caso il costo più importante è legato all’eventuale acquisto e alla ristrutturazione dell’edificio che dovrà ospitare i tuoi clienti.

Solitamente si tratta di casali rustici, che possono anche essere acquistati a prezzi vantaggiosi.

Ricordati che dovrai comunque calcolare i costi della ristrutturazione che non saranno certamente indifferenti.

I costi di avviamento di un agriturismo

Se pensi di aprire un agriturismo da zero i costi di avviamento sono sicuramente importanti.

Devi considerare innanzitutto l’acquisto o l’affitto di un fondo agricolo dove realizzare le attività di coltivazione e di allevamento.

In seguito dovrai realizzare o ristrutturare se già esistente l’edificio che intendi adibire all’attività di agriturismo.

Il modo migliore per aprire un agriturismo è partire da un azienda agricola già esistente, oppure rilevare un casale a basso costo e ristrutturarlo.

Nessuno però ti obbliga a partire in grande…

Se non disponi di capitali consistenti, considera l’opportunità di avere inizialmente solo alcune stanze per i tuoi ospiti.

Se poi l’attività si rivela redditizia e la struttura lo consente potrai sempre ampliarla in un momento successivo.

A queste spese vanno aggiunte quelle per le licenze burocratiche (vedi il paragrafo Normativa e documenti necessari per aprire un agriturismo) e per le prestazioni del commercialista.

Calcolare con esattezza delle cifre è ovviamente impossibile senza avere dei dati oggettivi, come ad esempio la zona dove vuoi ubicare la struttura, la grandezza degli spazi e lo stato in cui versa l’edificio e i lavori necessari da effettuare.

I costi di gestione di un agriturismo

Se deciderai di avviare l’attività in modo graduale, anche i costi di gestione si ridurranno di conseguenza.

Un agriturismo a gestione familiare è sicuramente più economico, perché ti evita di spendere soldi per l’assunzione e il pagamento di personale.

Se però questo non fosse possibile, dovrai necessariamente mettere in conto anche un investimento nella retribuzione di qualche collaboratore.

Altre uscite importanti riguardano le tasse (tra queste va ricordata la tassa sui rifiuti, non indifferente per questo tipo di attività) e le bollette di luce, gas e acqua e tutte le spese di gestione della tua attività agricola.

Per quanto riguarda le materie prime da utilizzare nel confezionamento dei pasti, molto dipende da quanto potrai attingere ai tuoi prodotti.

Per le risorse mancanti puoi anche pensare di stringere accordi con altri produttori della zona.

Inoltre ricordati sempre di destinare un po di budget alle attività di marketing per pubblicizzare la tua attività.

Se vuoi capire come calcolare i tuoi costi e guadagni futuri puoi leggere questo articolo dove ti spiego come fare un business plan.

Come aprire un agriturismo senza soldi: agevolazioni e finanziamenti

Chi ha deciso di intraprendere la strada di aprire un agriturismo, potrebbe beneficiare di alcune agevolazioni e dei finanziamenti che rientrano tra quelli previsti per il settore dell’agricoltura.

Provengono in gran parte dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) che per il periodo 2014-2020 ha una dotazione di 100 miliardi di euro (di cui 10,4 assegnati all’Italia).

Ogni stato membro dell’Unione Europea attua la propria politica di sviluppo attraverso i cosiddetti PSR (Programma di Sviluppo Rurale).

L’Italia ha deciso di articolare questo programma su base regionale.

Perciò se vuoi ottenere dei finanziamenti per aprire il tuo agriturismo, dovrai fare riferimento ai bandi emanati dalla tua Regione di riferimento.

Per informazioni più dettagliate ti consiglio di consultare il sito del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

come aprire un agriturismo

Quanto si può guadagnare con un agriturismo

Avviare un business ha sempre come obiettivo principale quello di ottenere un profitto.

Aprire un agriturismo può rivelarsi, da questo punto di vista, un’attività davvero interessante.

Nel prossimo paragrafo ti darò alcune idee di business e consigli utili per un business di successo.

Naturalmente i guadagni dipendono da diversi fattori…

  • Quanto è grande il tuo agriturismo?
  • A che tipo di clientela si rivolge?
  • Quali attività complementari (corsi, attività di tempo libero e didattiche) pensi di realizzare?
  • Tra le coltivazioni che vuoi avviare ce ne sono alcune ad alto rendimento?

Calcolare il guadagno che puoi trarre dalla tua impresa dipende dalle risposte a molte domande.

Le potenzialità di guadagno dipendono da vari fattori, principalmente dal target di clientela a cui ti rivolgi, dall’attrattività turistica della zona che hai scelto e dalle attività che pensi di organizzare nel tuo agriturismo.

Per fare un calcolo più accurato dei tuoi guadagni attesi per i primi anni di attività non ti resta che fare un business plan!

Come aprire un agriturismo di successo: idee di business e consigli utili

Negli ultimi anni la concorrenza nel settore è aumentata parecchio, come conseguenza dell’aumento della domanda.

Dovrai quindi trovare il modo per differenziare la tua offerta da quella della concorrenza.

Puoi farlo in vari modi:

  • Rivolgendoti a una clientela particolare (per esempio agriturismo per famiglie, per proprietari di animali domestici, per appassionati di trekking o di altre attività sportive, ecc.)
  • Facendolo diventare un centro specializzato in un settore particolare con l’avvio di corsi specifici (per esempio un centro per imparare lo yoga, la cucina vegana, l’agricoltura biologica, ecc.)
  • Puntando tutto sulla bellezza del luogo e quindi offrendo ai clienti informazioni turistiche e la possibilità di usufruire di un servizio di guide
  • Trasformandolo in una fattoria didattica dove potranno venire in visita le scolaresche e dove organizzare campi estivi per bambini

Da non trascurare anche la componente agricola, come le coltivazioni o allevamenti particolarmente redditizi come la coltivazione dello zafferano o l’allevamento di lumache.

Questi sono soltanto alcuni esempi, le possibilità sono davvero tantissime, ma sarai soltanto tu che dovrai trovare la formula giusta…

Ricordati però che puoi realizzare l’agriturismo più bello del mondo ma se nessuno lo conosce i clienti non arriveranno!

Ti consiglio quindi di partire fin da subito con il piede giusto e pianificare al meglio l’avviamento della tua attività.

Aprire un b&b o un agriturismo?

Spesso succede che bed & breakfast e agriturismo vengano confusi.

In realtà si tratta di due realtà ben distinte, dato che l’agriturismo comprende una parte di lavoro agricolo e una parte di ospitalità mentre il b&b è una struttura che offre solo pernottamento e colazione.

Sicuramente è molto meno impegnativo aprire un bed & breakfast sotto tutti i punti di vista, ma di conseguenza anche le potenzialità di guadagno potrebbero essere molto inferiori.

Nel caso volessi darci un occhio, puoi trovare tutte le informazioni che ti servono nella mia guida su come aprire un bed and breakfast.

Aprire un agriturismo biologico

Aprire un agriturismo biologico può essere senz’altro un’idea vincente.

I cibi biologici sono infatti sempre più apprezzati, perché vengono associati a uno stile di vita sano e naturale che molti cercano di realizzare.

Coltivare biologicamente significa rispettare i cicli naturali della terra, quindi ruotare le coltivazioni per non impoverire il terreno, non usare pesticidi chimici e allevare gli animali all’aria aperta.

Se non ti sei mai dedicato a questo genere di agricoltura ti consiglio di frequentare qualche corso che ti potrà fornire le informazioni necessarie.

Un altro aspetto da tenere presente sono le normative che regolano questo settore. Dal 1991 l’agricoltura biologica è disciplinata a livello europeo ed esistono organismi di controllo privati con il compito di verificare che queste direttive vengano rispettate.

Aprire un agriturismo all’estero o in Italia

Il luogo dove realizzare la tua attività è sicuramente molto importante.

I clienti che si rivolgono all’agriturismo sono solitamente persone che amano la natura e la tranquillità, quindi trovare un posto che sia attrattivo da questo punto di vista è fondamentale.

L’Italia, tutta, ma in particolare regioni come l’Umbria, la Toscana, la Sardegna o anche alcune regioni del nord come il Veneto e la Lombardia, è decisamente avvantaggiata.

Nella scelta del luogo devi inoltre tener presente che la località si deve prestare anche all’attività agricola.

Se invece stai pensando di aprire un’attività all’estero, come per esempio a Tenerife, in Slovenia o in Croazia, ti consiglio di puntare su un tipo di ricettiva tipo bed&breakfast o di fare accordi con i produttori locali per le materie prime.

Prima di lasciarti voglio ricordarti alcuni punti fondamentali del post che hai letto:

  • aprire un agriturismo è sicuramente un’attività impegnativa in quanto dovrai occuparti sia di agricoltura che di ospitalità
  • se decidi di lanciarti in questa avventura, pensa di dare spazio anche alle tue passioni caratterizzando il tuo agriturismo con particolari attività complementari o dedicandoti ad un tipo di agricoltura particolare, come l’agricoltura biologica
  • ricordati di riservare una parte di capitale da investire nel marketing e nella comunicazione, tenendo presente che i tuoi clienti potrebbero arrivare anche dall’estero

 

Gli agriturismi italiani sono molto apprezzati dai turisti stranieri.

Ora tocca solamente a te…

Incomincia ad analizzare la tua idea imprenditoriale e a metterla in relazione con la realtà del tuo territorio.

Studia il mercato ed i tuoi concorrenti…

Eviterai di abbandonare il tuo progetto o di avviarne uno fallimentare come fanno purtroppo in tanti aspiranti imprenditori.

Se non sai da che parte iniziare, ho preparato per te una guida avanzata con un metodo step by step facile ed efficace che potrai seguire passo dopo passo per analizzare il mercato, fare il tuo business plan, calcolare costi e ricavi, e avviare nel migliore dei modi la tua attività!

E allora cosa aspetti?

Scopri subito quali sono le migliori strategie per avviare un’attività redditizia e duratura!

Un grande in bocca al lupo per il tuo progetto 🙂

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